Mostra del Cinema di Venezia, Gianfranco Rosi presenta “Sotto le nuvole”: una Napoli in bianco e nero tra Vesuvio e Campi Flegrei

Il regista Gianfranco Rosi presenta al Festival di Venezia il suo nuovo film "Sotto le nuvole", un ritratto in bianco e nero di una Napoli sospesa tra passato e presente, tra il Vesuvio e i Campi Flegrei.

Gianfranco Rosi ha presentato ieri alla Mostra del Cinema di Venezia il suo nuovo film “Sotto le nuvole”. Il film, girato in bianco e nero, offre un ritratto di Napoli lontano dagli stereotipi, esplorando la città attraverso le sue sfumature più intime e meno conosciute.

Un viaggio tra tempo e memoria

“Napoli è una città senza fine, che mescola mille cose insieme, mille tempi”, ha dichiarato Rosi. “Quando abbiamo cominciato a filmarla, abbiamo capito che ogni inquadratura contiene anche ciò che non si vede. È come nella musica: la musica è anche nello spazio di silenzio fra una nota e l’altra”. Il regista ha trascorso tre anni nelle strade di Napoli per realizzare questo progetto, cercando di catturare l’essenza di una città complessa e stratificata. “È stato un viaggio fra tempo, spazio e memoria, tra quello che Napoli è stata e quello che potrebbe essere. Napoli è una macchina del tempo, dove ogni cosa si trasforma presto in qualcos’altro”.

Il bianco e nero come scelta stilistica

La decisione di girare il film in bianco e nero è stata una delle prime intuizioni di Rosi. “Ho imparato a guardare le cose in bianco e nero, cercando di cogliere tutte le sfumature dei grigi. Talvolta abbiamo aspettato per settimane prima di trovare la luce giusta”. Questa scelta stilistica mira a distaccarsi dall’immagine tradizionale di Napoli, spesso associata al sole e ai colori vivaci. “Napoli è legata al sole, è la città del colore, ma io ho girato l’altra Napoli, quella dei paesi vesuviani, quella meno conosciuta e più legata al passato. Quindi ho allontanato il colore”.

Vita sospesa tra due vulcani

Il titolo “Sotto le nuvole” è ispirato a una frase di Jean Cocteau: “Il Vesuvio fabbrica tutte le nuvole del mondo”. Nel film, le nuvole e i vulcani diventano elementi narrativi centrali. Napoli è rappresentata come una città la cui vita rimane sospesa fra due vulcani: il Vesuvio e l’area dei Campi Flegrei, con i loro sciami sismici e le fumarole della Solfatara. In una parte del film, ci sono le telefonate dei cittadini alla centrale dei Vigili del fuoco dopo le scosse di terremoto con cui da anni convive la popolazione dei Campi Flegrei. “Abbiamo costruito la narrazione sulle loro voci”, spiega Rosi. “Sono tante le persone che chiamano chiedendo conforto. I vigili diventano una sorta di luogo di protezione e ascolto dove filtrano le ansie della popolazione. Sono momenti anche surreali e trasversali che uniscono tutta la città: una sorta di commedia umana. La precarietà e la paura sono sentimenti universali”.

“Sotto le nuvole” arriverà nelle sale italiane il 18 settembre, distribuito da 01.

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