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La giovane nuotatrice piemontese abbassa il primato nazionale e si qualifica per la semifinale, mentre il presidente della FIN, Paolo Barelli, condanna fermamente gli insulti razzisti ricevuti dall’atleta.
Il rientro in Italia di Benedetta Pilato e Chiara Tarantino, previsto dopo una vacanza a Bali successiva ai Mondiali di nuoto di Singapore, ha subito un imprevisto all’aeroporto della città asiatica. Le due nuotatrici azzurre sono state fermate dalle autorità locali con l’accusa di furto, un episodio che ha richiesto l’intervento della Farnesina per la loro liberazione.
Secondo le ricostruzioni, le telecamere di sorveglianza dell’aeroporto avrebbero ripreso Chiara Tarantino mentre inseriva alcuni oggetti, presumibilmente sottratti da un negozio, nella borsa di Benedetta Pilato. Le due atlete sono state fermate dalla polizia, private dei passaporti e trattenute per diverse ore in stato di fermo con l’accusa formale di furto. Anche le compagne di squadra Anita Bottazzo e Sofia Morini, che viaggiavano con loro, sono state interrogate e sottoposte a controlli prima di poter proseguire il viaggio.
La situazione si è risolta grazie al tempestivo intervento dell’ambasciata italiana a Singapore e del Ministero degli Affari Esteri. Il ministro Antonio Tajani, in stretto contatto con il presidente della Federnuoto Paolo Barelli, ha seguito personalmente il caso. Dopo le necessarie procedure, alle atlete è stato concesso un permesso speciale per lasciare il Paese. Hanno trascorso alcuni giorni in un hotel locale prima di imbarcarsi per l’Italia, dove sono rientrate il 20 agosto.
In seguito all’accaduto, Benedetta Pilato ha rilasciato una dichiarazione in cui ha espresso il suo rammarico: “Desidero condividere alcune considerazioni in merito a quanto recentemente emerso sulla mia persona. Durante il mio rientro dall’Asia, a seguito della partecipazione ai Campionati Mondiali e di un breve soggiorno privato con altri miei compagni della nazionale di nuoto, mio malgrado, sono stata indirettamente coinvolta in uno spiacevole episodio gestito dalle autorità aeroportuali di Singapore.” La Federazione Italiana Nuoto (FIN) ha sottolineato che l’episodio è avvenuto al di fuori delle attività federali, durante un periodo di vacanza, e ha dichiarato di riservarsi di valutare attentamente la vicenda.
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