A Napoli le pensioni più basse d’Italia e le addizionali più alte

Analisi delle pensioni a Napoli: importi medi, squilibri occupazionali e cause demografiche.

A Napoli, la situazione previdenziale presenta criticità significative, con pensioni mediamente inferiori rispetto ad altre regioni italiane e un numero di pensionati che supera quello dei lavoratori attivi.

Importi medi delle pensioni a Napoli

Secondo i dati forniti dallo SPI Cgil, in Campania circa 1.400.000 pensionati percepiscono un reddito medio mensile di 841,86 euro. Questo importo è significativamente inferiore rispetto ad altre regioni italiane: in Emilia Romagna la media è di 1.204 euro, in Lombardia 1.298 euro e in Toscana 1.199 euro. Questa disparità evidenzia una marcata disuguaglianza territoriale nel sistema previdenziale italiano. Inoltre, oltre a percepire assegni già significativamente più bassi, i pensionati del napoletano subiscono ulteriori penalizzazioni a causa delle addizionali tra le più elevate del Paese: il 3,3% applicato dalla Regione Campania e l’1% dal Comune di Napoli, in deroga al tetto dello 0,8%, nell’ambito delle politiche di risanamento del debito attualmente in corso. A ciò si aggiungono le liste d’attesa più lunghe d’Italia, che mettono seriamente a rischio la salute di persone fragili, spesso impossibilitate a spostarsi altrove per curarsi, anche per motivi economici.

Squilibrio tra pensionati e lavoratori

La provincia di Napoli registra uno dei maggiori squilibri tra il numero di pensionati e quello dei lavoratori attivi. Nel 2022, il saldo negativo era di 92.000 unità, con un numero di pensioni erogate superiore a quello degli occupati. Questo fenomeno è diffuso in tutto il Mezzogiorno, dove il numero di pensioni supera quello degli occupati di oltre un milione di unità. In particolare, la Campania presenta un saldo negativo di 226.000 unità. 

Cause dello squilibrio demografico e occupazionale

Le cause di questo squilibrio sono molteplici. La denatalità ha ridotto la popolazione in età lavorativa, mentre l’invecchiamento della popolazione ha aumentato il numero di pensionati. Inoltre, la presenza di lavoratori irregolari contribuisce a diminuire il numero di contribuenti attivi. Questi fattori combinati stanno progressivamente riducendo la base occupazionale e aumentando la platea dei percettori di welfare. 

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