Kvaratskhelia: “Io ed il Napoli senza limiti”

Kvicha Kvaratskhelia ha rilasciato una lunga intervista al Corriere dello Sport nella quale ha parlato del suo inizio di stagione
Khvicha Kvaratskhelia (Photo by Franco Romano/NurPhoto via Getty Images)

Kvicha Kvaratskhelia ha rilasciato una lunga intervista al Corriere dello Sport. L’esterno offensivo azzurro ha parlato del suo inizio al Napoli e delle ambizioni stagionali della squadra di Spalletti. Ecco alcune delle sue dichiarazioni: “Voto al Napoli? Facile: 10. E’ una squadra piena di giocatori molto forti: se continuiamo così, possiamo anche arrivare più in alto di quanto pensino tutti. ù

Kvaramania? “E’ bello sapere che in tanti la pensino così, ma proprio per questo motivo quando gioco do tutto me stesso. Il cento per cento. Più del massimo. Dove voglio arrivare? Sto lavorando molto per migliorare e voglio lavorare anche di più perché devo ancora imparare tante cose. Però una cosa è certa: voglio arrivare in alto”.

Sui rimproveri di Spalletti per qualche dribbling in più e gli elogi per l’aiuto difensivo: “E’ veramente un grande allenatore. Molto, molto bravo: mi guarda da fuori e mi dice cosa sto facendo nella maniera giusta e cosa sto sbagliando. Mi fa migliorare. E’ un maestro”. Ed il Napoli? “Una famiglia, un gruppo molto unito che lavora con impegno e guarda nella stessa direzione. E poi una squadra molto forte”.

Sugli obiettivi: “Lo scudetto è un sogno, certo. Gli ottavi, a questo punto, un obiettivo. Nessuno ha limiti. Possiamo crescere insieme, mano nella mano. No limits. Vincere la Champions o il campionato? Perché devo scegliere? Tutti e due”

Sul paragone con George Best ed il suo idolo: “Non faccio troppo caso a queste cose e tra l’altro credo che sia molto difficile arrivare a questi livelli. Diciamo che io voglio arrivare al mio livello: sto lavorando per me stesso. Per essere Kvara. Idolo? Cristiano Ronaldo. Anche se il mio primo amore è stato Guti del Real Madrid. Quando giocavo con gli amici a Tbilisi, la mia città, indossavamo magliette bianche: io, dietro, scrivevo il suo nome”.

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