Zeman: “Rinnovo Insigne? Da Pescara scappava a Napoli. Spalletti ha già sbagliato con Totti…”

Il tecnico a Countdown: "Insigne con me si è sempre dichiarato un Napoletano Doc e quindi spero che resti al Napoli"

Zdenek Zeman, attuale allenatore del Foggia, è intervenuto durante Countdown, trasmissione condotta dalla giornalista Alessandra Vaccaro, in onda il sabato su Radio Kiss Kiss Napoli dalle 21 alle 23. Zeman ha affrontato tanti argomenti, tra i quali il rinnovo di contratto di Lorenzo Insigne. Queste le sue dichiarazioni:

“Se Lorenzo vuole giocare ancora ad alto livello gli consiglio di non andare a giocare in America al Toronto. Lui con me si è sempre dichiarato un Napoletano Doc e quindi spero che resti al Napoli e si accontenti di quello che gli propone la sua società. Quando stava a Pescara con me scappava sempre a Napoli. Lorenzo mi ha dato tante soddisfazioni. Da giovanissimo lui sapeva di essere bravo, però per convincersi aveva bisogni di qualcosa di più. Era chiaro che ad uno come lui non bastava giocare in primavera o alla Cavese, ma c’era bisogno di altri campionati per far uscire le sue enormi potenzialità tecniche”.

La posizione ideale di Insigne – “Io dico da diversi anni ormai che Insigne è un attaccante e deve pensare solo ad attaccare. Ci sono invece tanti allenatori che lo hanno costretto a svolgere anche la fase difensiva che lui per me non sa fare o almeno non riesce a farla più come una volta. Le qualità che ha Lorenzo, le hanno in pochi in Italia. Bisogna solo saperle sfruttare”.

Stoccata a Luciano Spalletti – “Per me Spalletti è un bravo allenatore, ma con Totti ha sbagliato. Spero che con Insigne le cose vadano meglio”.

Napoli in crisi di risultati – “Il Napoli ha disputato un buon campionato fino ad ora, nonostante la sconfitta di domenica scorsa contro l’Empoli. Vediamo se gli azzurri saranno in grado di riprendersi, la squadra e i calciatori ci sono per fare qualcosa di importante. Il Napoli secondo me non ha nulla in meno delle altre contendenti allo scudetto. Spero solo che l’ambiente azzurro non abbia sbalzi di umore costanti come avvenuto in passato così da lasciare lavorare in serenità il Napoli”.

La flessione del calcio italiano – “Purtroppo il calcio italiano non attira più perché le i club non sono più in grado di dare soddisfazioni economiche di un certo livello ai calciatori. Una volta la Premier League e la Bundesliga erano dietro di noi, ma si sono saputi organizzare e fare un calcio diverso. Oggi il calcio è business, per questo se non si è in grado di gestire bene un club si finisce male”.

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