Troppo Barcellona per il Napoli: l’analisi della debacle europea

Analisi della debacle europea degli azzurri

Il “day after” di Napoli-Barcellona consegna alla squadra azzurra più interrogativi che certezze. Il Napoli colleziona una brutta sconfitta fra le mura amiche contro un Barcellona a tratti “ingiocabile” per qualità e lucidità nella giocata. Troppo forti gli spagnoli o troppo sfrontati gli uomini di Luciano Spalletti nel voler imporre il proprio gioco contro una delle squadre che fanno del palleggio la propria arma principale?

TATTICA – La chiave tattica di Xavi era quella di bloccare la costruzione dal basso del Napoli, con un pressing asfissiante, costringendolo al lancio lungo e sfruttando le seconde palle per recuperare in fretta il pallone e gestirlo. La prima frazione di gioco, i blaugrana l’hanno passata a surclassare la retroguardia azzurra con il recupero alto, andando spesso ad impensierire Meret e siglando due gol prima dei 20 minuti di gioco. Il Napoli, da par suo, potrebbe aver peccato di superbia cercando di impostare e trovare lo scambio stretto contro giocatori d’esperienza come Busquets et similia, senza avere giocatori con la fisicità adatta (vedi Anguissa assente, ndr) che potevano aiutare nell’uno contro uno nella zona nevralgica del campo.

QUALITÀ – Il Barcellona non è più la squadra allo sbando vista mesi fa, Xavi ha dato una nuova identità e nuova linfa ai blaugrana, imponendo una sua idea di gioco che sta traendo i suoi frutti anche in Liga, sebbene sia attardata in classifica. Il Napoli, migliore difesa in A, in 45′ ha subito 3 gol nati anche da errori di posizionamento e giocate straordinarie dei singoli (vedi De Jong o il tiro di Piquè, ndr). Troppo Barcellona, per un Napoli che si affidava esclusivamente alle ripartenze, cercando la palla lunga per Osimhen che spesso veniva bloccato senza problemi da un colosso come il centrale spagnolo e Araujo.

SINGOLI – Ingeneroso puntare il dito sui singoli giocatori, come fatto dal pubblico del Diego Armando Maradona nei confronti di Lorenzo Insigne al momento della sua sostituzione: da un suo calcio d’angolo nasce la rete del vantaggio blaugrana, ma il capitano è risultato (con Mario Rui) uno degli ultimi ad arrendersi nella debacle della squadra napoletana. Ultima partita europea del numero 24 con la maglia del Napoli, terminata nel peggiore dei modi possibili, con un rigore che ha riacceso, seppur per pochi minuti, la speranza di recuperare un pari insperato.

DIFFERENZE – La differenza fra Napoli e Barcellona è sostanziale: bisogna capire ed entrare nell’ottica che squadre come queste sono semplicemente “ingiocabili” per il Napoli, pieni di giocatori che hanno vinto Mondiali, Champions League, abituati a sfide del genere. La chiave del nuovo corso blaugrana è proprio questo: Xavi ha messo su un mix di giocatori d’esperienza che accompagnano le nuove speranze della “Masia” verso una crescita esponenziale nel tempo. Un pianeta completamente diverso e lontano dalla gestione De Laurentiis di questi anni.

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