Tommaso Starace, lo spogliatoio del Napoli e il rito del caffè: “A McTominay non piaceva, ora non ne può fare a meno. È un napoletano-scozzese”

Tommaso Starace, storico magazziniere del Napoli, racconta su Radio Kiss Kiss Napoli il valore dello spogliatoio, il rito del caffè e i rapporti speciali con calciatori e allenatori.

Tommaso Starace, storico magazziniere del Napoli, è stato ospite di Radio Kiss Kiss Napoli per raccontare la sua esperienza unica all’interno dello spogliatoio azzurro. In un clima di grande affetto, Starace ha condiviso aneddoti e riflessioni sul suo ruolo, sottolineando l’importanza dei piccoli gesti e delle tradizioni che rendono speciale la vita di squadra.

Lo spogliatoio del Napoli: un luogo sacro tra tradizione e innovazione

Durante l’intervista, Starace ha descritto lo spogliatoio del Napoli come un luogo sacro, profondamente rispettato da chi vive il calcio da vicino. “Lo spogliatoio è eccezionale, è una cosa innovativa, già sta diventando un fiore all’occhiello per noi”, ha spiegato, riferendosi anche alle recenti migliorie apportate dalla nuova società. Nonostante la modernità delle strutture, per Starace resta fondamentale il rispetto delle abitudini e delle scaramanzie dei calciatori: “Ogni calciatore ha le sue cose, abitudini, scaramanzie” e Starace sistemava ogni singola borsa, maglietta, pantaloncino, scarpette in un modo maniacale. Il suo lavoro va oltre la semplice logistica: si tratta di conoscere profondamente i giocatori, anticipare i loro bisogni e offrire supporto anche solo con uno sguardo. Questo approccio attento e personale contribuisce a creare un ambiente sereno e familiare, dove ogni atleta si sente accolto e compreso.

Il rito del caffè: molto più di una semplice bevanda

Uno degli aspetti più noti e apprezzati del lavoro di Starace è il rito del caffè. Da trent’anni, il suo caffè è diventato un simbolo di accoglienza e affetto nello spogliatoio del Napoli. “Il caffè non è solo caffè, il caffè è amore, il caffè vuol dire rispetto per la persona, vuol dire che sei gradito a noi come ospite, come tutto”, ha raccontato Starace. Questo gesto semplice, ma carico di significato, è diventato un momento di unione tra staff, calciatori e allenatori. Starace ha ricordato con emozione l’episodio recente in cui ha portato il caffè a Giovanni Simeone, sottolineando come anche i nuovi arrivati sentano subito il calore dell’ambiente napoletano. “Noi napoletani siamo di cuore buono, quindi ci piace accogliere tutti con lo stesso profumo, con lo stesso odore del caffè”, ha aggiunto. Il caffè, per Starace, è anche un modo per dire “ti voglio bene” e per creare legami che vanno oltre il campo da gioco. Nessun allenatore, secondo lui, ha mai rifiutato il suo caffè, proprio perché rappresenta un gesto di rispetto e di amicizia.

Rapporti speciali e storie di affetto nello spogliatoio azzurro

Nel corso della chiacchierata con Valter De Maggio, Starace ha raccontato diversi episodi che testimoniano il rapporto speciale che ha instaurato con molti calciatori e allenatori passati per Napoli. Ha ricordato con emozione l’incontro con Diego Armando Maradona e l’amicizia nata con Dries Mertens, che ha partecipato anche al suo compleanno. “Dries è un ragazzo che merita, perché se l’è conquistato negli anni. Non solo lui anche Insigne McTominay e tanti altri. A McTominay non piaceva il caffè ora non me può fare a meno. Non è uno scozzese. È un napoletano-scozzese”, ha detto Starace. 

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