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Il Chelsea ha scelto Liam Rosenior come nuovo allenatore dopo l’esonero di Enzo Maresca: il tecnico inglese è già a Londra e potrebbe esordire la prossima settimana contro il Fulham.
Il 2026 del Chelsea si è aperto con una scossa forte a Stamford Bridge: Enzo Maresca non è più l’allenatore dei Blues. L’italiano, arrivato nell’estate 2024 per raccogliere l’eredità di Mauricio Pochettino, è stato sollevato dall’incarico il primo giorno dell’anno nuovo, al termine di una prima parte di stagione al di sotto delle aspettative.
I numeri, prima ancora delle sensazioni, hanno raccontato un progetto che non è mai davvero decollato. Il Chelsea è rimasto lontano dalle posizioni di vertice in Premier League e non ha dato l’impressione di poter tornare rapidamente ai livelli che il club e la tifoseria considerano naturali. In attesa di individuare il nuovo allenatore, la squadra è stata affidata all’interim Calum McFarlane, soluzione tampone mentre la dirigenza riflette sul futuro.
Nei giorni successivi all’esonero, però, è emersa una lettura diversa rispetto alla versione più diffusa. Secondo quanto riportato dal portale inglese The Athletic, la motivazione principale della rottura non sarebbe legata alle presunte eccessive intensità di lavoro imposte alla rosa, tema circolato con insistenza negli ambienti londinesi. Fonti vicine all’allenatore sostengono invece che a Maresca sarebbe stato chiesto di impiegare determinati giocatori per tutelarne il valore di mercato, una linea che avrebbe creato frizioni interne e contribuito alla decisione finale del club.
Un dettaglio che aggiunge complessità a una separazione già delicata e che riporta al centro il tema, sempre più attuale nel calcio moderno, dell’equilibrio tra esigenze sportive e logiche economiche. Il Chelsea, reduce da anni di investimenti massicci, continua a cercare una propria identità tecnica, mentre Maresca si ritrova a riflettere su un’esperienza breve ma intensa in uno dei contesti più esigenti del calcio europeo.
Il futuro dei Blues resta dunque tutto da scrivere, così come quello dell’allenatore italiano, che paga risultati insufficienti ma lascia dietro di sé interrogativi che vanno oltre il campo. In Premier League, ancora una volta, la panchina del Chelsea si conferma una delle più instabili e complesse d’Europa.
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