È scattato ufficialmente l’aumento del pedaggio sulla Tangenziale di Napoli e, a poche ore dall’entrata in vigore, le conseguenze si sono fatte sentire subito. Dal 1° gennaio il costo del transito è salito a 1,05 euro, una variazione che, seppur contenuta nell’importo, sta generando disagi concreti per migliaia di automobilisti e ha già innescato una mobilitazione di protesta annunciata per lunedì 5 gennaio.
Il rincaro rientra nell’adeguamento tariffario deciso a livello nazionale in seguito alle determinazioni della Corte Costituzionale e dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti, che hanno stabilito l’allineamento dei pedaggi all’inflazione programmata. Per il 2026 l’incremento riconosciuto alle concessionarie è pari all’1,5%, un meccanismo che ha coinvolto anche la rete urbana napoletana, unica in Europa a mantenere un sistema di tangenziale a pagamento.
La novità più immediata, però, non riguarda solo il costo, ma le modalità pratiche di pagamento. La nuova tariffa costringe infatti molti utenti a dover disporre di monete da 5 centesimi per versare l’importo esatto. Una necessità che, complice la scarsità di spiccioli in circolazione, sta trasformando il passaggio ai caselli in una piccola odissea quotidiana: pagamenti rallentati, code più lunghe e traffico congestionato soprattutto nelle ore di punta.
A sollevare pubblicamente il caso sono stati il deputato di Alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli e il consigliere regionale Carlo Ceparano, che hanno annunciato una manifestazione di protesta per il 5 gennaio. Secondo i due esponenti politici, il rincaro ha già prodotto «proteste vibranti tra gli automobilisti partenopei», sottolineando come la Tangenziale di Napoli rappresenti un unicum europeo per essere ancora una strada urbana a pedaggio.
Sul piano istituzionale, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha chiarito che la possibilità di intervenire per congelare le tariffe è venuta meno dopo le pronunce della Corte Costituzionale e le decisioni dell’ART. L’adeguamento all’inflazione, spiegano dal MIT, è ormai un passaggio automatico per le concessionarie in fase di aggiornamento dei Piani Economico-Finanziari.
Intanto, tra chi è costretto a rovistare nel portamonete alla ricerca dei famosi cinque centesimi e chi propone soluzioni come l’arrotondamento delle tariffe o un potenziamento dei pagamenti elettronici, cresce la sensazione che l’aumento abbia messo in luce un problema più ampio: l’urgenza di modernizzare un sistema che, così com’è, rischia di penalizzare quotidianamente la mobilità di una città già segnata da traffico e criticità strutturali. La protesta di lunedì potrebbe diventare il primo banco di prova per capire se e come la questione verrà affrontata.
Impatto sul traffico e considerazioni future
I rallentamenti causati dalla difficoltà nel pagamento del pedaggio hanno avuto ripercussioni sul traffico, con code più lunghe ai caselli e tempi di attesa aumentati. Questa situazione ha sollevato interrogativi sulla gestione dei pedaggi e sull’importanza di sistemi di pagamento più moderni ed efficienti. Le autorità stanno considerando modifiche alle tariffe o l’introduzione di nuove modalità di pagamento per migliorare l’esperienza degli automobilisti.