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Resoconto dei test Superbike a Jerez: Bimota si distingue con Alex Lowes, Danilo Petrucci si adatta alla BMW e Miguel Oliveira sorpreso dalle prestazioni della Superbike.
Il mondiale Superbike resta apertissimo dopo il penultimo round di Estoril. Toprak Razgatlioglu e Nicolò Bulega continuano la loro sfida senza esclusione di colpi: il turco vince due gare su tre, ma il titolo resta ancora in bilico. Tutto si deciderà a Jerez, nell’ultimo atto di una stagione tiratissima.
Razgatlioglu ha imposto la sua legge in Gara 1 e nella Superpole Race, confermando la solidità del binomio con la BMW. Bulega, però, ha risposto con forza in Gara 2, portando a casa una vittoria cruciale per restare agganciato al sogno mondiale.
Alla fine del weekend, i due lasciano il Portogallo separati da pochi punti: pochi, ma sufficienti a consegnare a Toprak un vantaggio prezioso. Il turco ha mostrato la consueta freddezza, gestendo ogni momento con la calma di chi sa che il titolo è vicino… ma non ancora al sicuro.
Eppure, dietro la facciata di controllo, si è visto un Toprak nervoso. Durante il weekend non sono mancate parole al veleno nei confronti di alcuni colleghi, in particolare di Andrea Locatelli. Il turco ha parlato apertamente di piloti “che non hanno più nulla da giocarsi ma si mettono di traverso”, lamentando episodi in cui sarebbe stato rallentato da chi non aveva più interessi in classifica.
Una tensione palpabile, che conferma quanto l’attenzione di Toprak sia ormai concentrata sull’obiettivo finale: difendere fino in fondo il vantaggio su Bulega.
Mentre i tifosi contano i giorni che separano da Jerez, lo sguardo del paddock è già proiettato verso la prossima stagione. Razgatlioglu, salvo sorprese, non sarà più al via: un’assenza che cambierà radicalmente gli equilibri della categoria.
Ci si interroga su chi potrà raccoglierne l’eredità. Bulega sembra il candidato naturale, ma serviranno conferme. Locatelli continua a crescere, pur con una Yamaha che paga ancora il deficit di cavalleria. E BMW dovrà dimostrare di poter vincere anche senza il suo fuoriclasse turco.
Intanto, il mercato agita le acque: Bautista passerà al team Barni, Petrucci continuerà con BMW, Iannone lavora su un nuovo progetto. Tre piloti di talento, tre destini incerti.
Come in MotoGP, anche in Superbike le giapponesi soffrono. Yamaha e Honda restano ferme al palo: la prima con una moto limitata dalla potenza, la seconda intrappolata in uno sviluppo poco efficace. Senza un cambio di passo tecnico, il rischio è di vedere un 2026 sbilanciato, con pochi protagonisti e poco spettacolo.
Dietro ai due contendenti al titolo, Álvaro Bautista ha firmato un weekend impeccabile: tre podi su tre gare. Costanza, lucidità e orgoglio per un pilota che, nonostante i risultati, si prepara a salutare la Ducati ufficiale. Un paradosso che fotografa bene il volto moderno della Superbike: competitivo, ma anche spietato.
Estoril ha ribadito i valori in campo: Toprak imbattibile quando parte davanti, Bulega più incisivo se trova strada libera. Ora resta solo l’ultima tappa, a Jerez.
Lì scopriremo se il turco della BMW riuscirà a conquistare la sua terza corona mondiale, oppure se Bulega riuscirà a completare un’impresa che avrebbe del leggendario.
Una cosa è certa: comunque vada, la Superbike 2025 ci ha già regalato uno dei duelli più intensi e tecnici degli ultimi anni.
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