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Dario Marcolin, ospite a Radio Kiss Kiss Napoli, analizza la sfida Parma-Napoli e commenta le voci su Malagò e Mancini per la guida della FIGC e della Nazionale.
Radio Kiss Kiss Napoli ha ospitato un interessante confronto tra Stefano Fiore, ex centrocampista del Parma e della Nazionale, e Michele Guerra, sindaco di Parma. Durante la trasmissione si è parlato di calcio, ricordi personali e prospettive future per la Nazionale italiana, con uno sguardo anche alle tipicità gastronomiche della città emiliana.
Nel corso della diretta, Stefano Fiore ha commentato la prossima sfida tra Parma e Napoli, sottolineando il valore particolare che questa partita assume nel contesto della giornata di campionato. Secondo Fiore, “il Napoli è in una situazione comoda, nel senso che ha recuperato i giocatori che purtroppo nella fase topica della stagione gli ha impedito di competere alla pari con l’Inter e il Milan. E ora però non ha pressione, anzi la pressione potrebbe metterla”. L’ex centrocampista ha evidenziato come vincere a Parma non sia mai semplice, definendo la squadra emiliana “scorbutica” e difficile da affrontare. Tuttavia, ha riconosciuto che il Napoli, grazie alla ritrovata serenità e alla rosa al completo, potrebbe sfruttare questa occasione per mettere pressione alle dirette concorrenti, in particolare all’Inter. La partita, quindi, si preannuncia ricca di insidie e di significato, sia per la classifica che per il morale delle squadre coinvolte.
Come sottolineato dal direttore Valter De Maggio nelle ultime partite Conte sta utilizzando De Bruyne e McTominay in appoggio alla prima punta. Secondo Fiore: “De Bruyne è più adatto rispetto a McTominay, ma poi sono giocatori che la posizione se la cercano e la trovano. Sono due centrocampisti soprattutto offensivi che sanno trovare gli spazi giusti, quindi Conte fa bene a tenerli a ridosso dell’area di rigore.”
Uno dei temi più attesi della puntata è stato il possibile ritorno di Antonio Conte come commissario tecnico della Nazionale italiana. Stefano Fiore, che ha condiviso con Conte l’esperienza in azzurro nel 2000, ha espresso il suo entusiasmo per questa ipotesi: “Come fa a non piacerti Antonio in nazionale? Antonio sta bene ovunque”. Fiore ha però sottolineato le difficoltà e le sfide che un ruolo del genere comporta, spiegando che “l’allenatore della nazionale alla fine non è un allenatore, secondo me, ma è un selezionatore e bisogna capire quanto Antonio avrà voglia di non allenare quotidianamente e di accettare una sfida che si preannuncia molto complicata”. Secondo Fiore, Conte sarebbe uno dei nomi più adatti per guidare la rinascita della Nazionale, grazie alla sua capacità di ricostruire e motivare i gruppi, come già dimostrato in passato.
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