Senegal, il ct Pape Thiaw chiede scusa dopo il caos in finale

Dopo il caos in finale di Coppa d’Africa, Pape Thiaw chiede scusa ma riaccende la polemica sul ritiro dal campo, mentre emerge il ruolo decisivo di Sadio Mané nel riportare il Senegal a giocare.

La finale di Coppa d’Africa tra Senegal e Marocco resterà nella storia non solo per l’esito sportivo, ma soprattutto per il clamoroso caos che ha segnato i minuti di recupero. Al centro della bufera è finito Pape Thiaw, commissario tecnico del Senegal, protagonista diretto della decisione di ritirare temporaneamente la squadra dal campo dopo il discusso calcio di rigore concesso al Marocco nei secondi finali.

Il rigore, l’abbandono e lo stop di quindici minuti

Tutto nasce dall’episodio che vede Diouf intervenire su Brahim Díaz: l’arbitro indica il dischetto e scatena la protesta furiosa dei “Leoni della Teranga”. È proprio Thiaw il primo a invitare i suoi giocatori ad abbandonare il terreno di gioco. La partita resta sospesa per circa un quarto d’ora, in una delle scene più controverse mai viste in una finale continentale.

Il ritorno in campo e la svolta della partita

Dopo lunghi minuti di tensione, il Senegal rientra in campo. Il rigore viene battuto da Brahim Díaz, che tenta una Panenka, ma trova la risposta decisiva di Édouard Mendy. Nei tempi supplementari arriva poi il gol capolavoro di Pepe Gueye che regala la vittoria e il titolo al Senegal, chiudendo una finale drammatica e incandescente.

Le scuse pubbliche di Thiaw

Nel post-partita, Pape Thiaw ha scelto la linea del mea culpa:
“Non voglio parlare di tutti gli incidenti. Chiedo scusa al calcio. Accettiamo gli errori dell’arbitro. Non avremmo dovuto fare quello che abbiamo fatto e per questo presentiamo le nostre scuse”.
Parole che sembravano riportare serenità, almeno sul piano istituzionale.

La frase che riaccende la polemica

Tuttavia, il selezionatore senegalese ha poi riaperto il caso con una dichiarazione destinata a far discutere: “Dopo aver riflettuto, li ho fatti tornare in campo”. Una versione che non coincide con quanto emerso a bordo campo, dove è stato Sadio Mané a imporsi come vero leader, rifiutando l’idea dell’abbandono e convincendo compagni e staff a riprendere il gioco.

Il ruolo decisivo di Sadio Mané

Secondo diverse ricostruzioni, senza l’intervento di Mané il Senegal avrebbe rischiato seriamente di perdere la finale a tavolino per ritiro. L’attaccante, simbolo della nazionale, ha incarnato sangue freddo e senso di responsabilità, diventando non solo l’eroe tecnico del torneo, ma anche quello morale.

Una vittoria macchiata ma storica

Il Senegal porta a casa il trofeo, ma la finale resta segnata da un episodio che solleva interrogativi su gestione emotiva, leadership e rispetto delle regole. Le scuse di Thiaw sono un primo passo, ma il dibattito su quanto accaduto è destinato a durare ancora a lungo.

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