Scoppia il caso a Chicago: “Derrick Rose più grande di Jordan”, la frase che divide l’NBA

Draymond Green sorprende tutti: secondo lui, Derrick Rose è più grande di Michael Jordan a Chicago. Il play dei Bulls, MVP più giovane della storia, ha guidato la squadra in anni difficili, ma senza mai vincere un titolo, mentre Jordan resta la leggenda con sei anelli.

Derrick Rose ha rappresentato per i Chicago Bulls un’oasi di entusiasmo in un lungo periodo di difficoltà dopo l’era dorata di Michael Jordan. Tra la fine degli anni 2000 e l’inizio del decennio successivo, il playmaker ha incarnato l’idolo che la città dell’Illinois attendeva con ansia, tanto da vedere il suo numero 1 ritirato al United Center in un tributo storico.

Tuttavia, mettere Rose sopra Michael Jordan nella storia di Chicago sembra un’affermazione audace. È stato proprio Draymond Green, stella dei Golden State Warriors, a compiere questa temeraria dichiarazione durante il suo podcast: “Non c’è persona più grande per la città di Chicago di Derrick Rose. Non sbagliatevi, avete capito bene: nessuno significa più per Chicago di Derrick Rose”.

Green ha aggiunto: “Con tutto il rispetto per Michael Jordan, lo adoro, tutti vogliamo essere come Mike, e lo amo ancora. Ma Mike non significa più per Chicago di Derrick Rose. Questo sono fatti”.

Se è vero che Rose è stato il giocatore più giovane della storia a ricevere il premio MVP nel 2011 a soli 23 anni e ha portato i Bulls fino alle Finali di Conference nello stesso anno, è altrettanto innegabile che Michael Jordan ha conquistato sei titoli NBA negli anni ’90, trasformando Chicago in una città iconica del basket mondiale, affiancato da leggende come Scottie Pippen, Dennis Rodman e Toni Kukoc. Rose, invece, non è mai riuscito a conquistare un anello, nemmeno nella stagione 2014-2015 con Pau Gasol e Nikola Mirotic come compagni.

Green ha però sottolineato l’impatto umano e simbolico di Rose: “Derrick Rose blocca tutto, combatte il crimine, può camminare per Chicago senza problemi. Il suo significato per la città è incredibile. Le lesioni gli hanno tolto molto, ma resta il MVP più giovane nella storia dei Bulls, arrivato in un periodo difficile dopo Mike, e ha salvato la franchigia”.

La dichiarazione di Green, come spesso accade, non ha lasciato indifferenti i tifosi e gli appassionati di NBA: mentre Rose rimane un simbolo di resilienza e speranza per Chicago, Michael Jordan resta l’icona assoluta della città e del basket mondiale.

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