Sarri: “De Laurentiis mi ha chiamato a gennaio. Al Napoli mi sono divertito più che alla Juve e al Chelsea”

Maurizio Sarri ha rilasciato una lunga intervista ai colleghi di Sportitalia. Ecco uno stralcio delle dichiarazioni del tecnico della Lazio: De Laurentiis l’ha chiamata. Perché non ha considerato un ritorno a Napoli? “Non avevo la certezza di poter essere molto utile in corsa. E perché non c’erano tanti presupposti. Tutte le società che mi hanno cercato durante la stagione hanno ricevuto la stessa risposta: che ero a disposizione, se volevano, per parlarne a luglio”. Quindi il Napoli non l’ha cercata a luglio. Ma a gennaio sì? “Non era una trattativa vera e propria, solo un’informazione sulla disponibilità”. Saresti stato disponibile a luglio per il Napoli? “Sì” Ora Jorginho viene considerato un potenziale vincitore del Pallone d’Oro. È da Pallone d’Oro? “Se vincesse anche l’Europeo, è chiaro che lo diventerebbe. È un giocatore raffinato, probabilmente non capibile da tutti. Devi mettergli gli occhi addosso e guardare solo lui in partita. È tanto bravo e intelligente che fa sembrare tutto facile, raramente ti rimane negli occhi qualcosa di spettacolare. Questa è la sua grandezza”. Si è divertito più al Chelsea o alla Juve? “Mi sono divertito di più al Napoli. E gli ultimi mesi al Chelsea”. L’anno dei 91 punti, quella famosa storia dello scudetto perso in albergo. Resta di quella idea? “Sì, ma tutti quelli che fanno sport sanno a cosa mi riferivo. Poi ci si può costruire sopra qualsiasi sfottò, la realtà è che la squadra ha visto uno spiraglio aperto. Chi ha vissuto quella notte sa a cosa mi riferivo, quando sono salito in camera ho visto giocatori piangere per le scale: c’è stato un contraccolpo feroce, come se fosse finito un sogno dopo quegli episodi discutibili”. Mertens centravanti è stata una genialata? “Anche una botta di culo. A Bergamo eravamo rimasti in dieci, loro attaccavano e c’erano spazi per ripartire. Noi si è tolto Higuain e messo Mertens da attaccante: in un quarto d’ora ha preso due rigori e fatto il diavolo a quattro. Quindi l’anno in cui si è perso Higuain e avevamo difficoltà a giocare il nostro calcio con altre situazioni, s’infortunia Milik e si torna a quel tentativo. Mi ricordo la discussione con Dries, se secondo lui se la sentiva di giocare in quel ruolo. Gli dissi che avrebbe fatto 18-20 gol. Ne ha fatti 28”.

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