Sanità in Campania, stop ai ricoveri: scontro sui fondi 2026

Sanità in Campania, da oggi scatta lo stop ai ricoveri programmati in alcune strutture private accreditate. La decisione arriva al termine di un confronto sul budget sanitario per il 2026. Al centro della questione ci sono le risorse destinate alle cliniche e alle case di cura private.

Le strutture contestano infatti l’entità dei fondi messi a disposizione dalla Regione Campania. Secondo i rappresentanti della sanità privata, le risorse non sarebbero sufficienti a coprire i costi delle prestazioni. La situazione riguarda in particolare i ricoveri per chirurgia e riabilitazione.

Sanità in Campania, perché si fermano i ricoveri

Il nodo principale riguarda quindi il budget 2026 della sanità privata. Il 15 settembre la proposta della Regione Campania per ospedali e case di cura private ha ricevuto un rifiuto da parte delle strutture, che hanno giudicato insufficienti le risorse disponibili.

In particolare, le strutture private segnalano l’aumento dei costi legati a personale, energia e forniture. Inoltre, il quadro nazionale ha modificato le tariffe per diverse prestazioni sanitarie. Di conseguenza, le strutture chiedono alla Regione maggiori risorse per sostenere l’attività.

Regione Campania e strutture private: il confronto continua

Nel frattempo, prosegue il confronto tra la Regione Campania e la sanità privata accreditata. La questione riguarda anche l’equilibrio tra attività degli ospedali pubblici e prestazioni delle strutture private.

La Regione punta infatti a incrementare l’attività del sistema pubblico. In particolare, il direttore generale della Salute Ugo Trama ha indicato la necessità di aumentare le prestazioni garantite da Asl e ospedali regionali. L’obiettivo riguarda anche la riduzione delle liste d’attesa.

D’altra parte, le strutture private sostengono di svolgere una parte importante dell’attività sanitaria regionale. Secondo i dati citati da Aiop, nel 2024 gli ospedali privati disponevano di circa 5.650 posti letto e garantivano oltre il 30% delle prestazioni, a fronte del 14% delle risorse.

Radioterapia, resta aperto il caso davanti al Tar

La situazione coinvolge anche la radioterapia. Il Tar Campania ha infatti sospeso in via d’urgenza la delibera regionale relativa ai tetti di spesa per il 2026. Il tribunale amministrativo ha fissato al 6 ottobre l’udienza per discutere il ricorso nel merito.

La vicenda assume particolare rilevanza perché le strutture private accreditate garantiscono una quota significativa dei trattamenti radioterapici in Campania. Per questo motivo, il confronto tra Regione e operatori privati resta aperto anche su questo fronte.

Sanità in Campania, cosa può succedere ora

Quindi, le prossime settimane saranno decisive per trovare un’intesa sulle risorse della sanità privata per il 2026. Da una parte ci sono le strutture accreditate, che chiedono budget adeguati ai costi delle prestazioni. Dall’altra, la Regione punta a rafforzare l’attività degli ospedali e delle Asl pubbliche.

Intanto, lo stop ai ricoveri programmati riporta al centro il tema delle risorse e dell’organizzazione della sanità in Campania. Inoltre, resta da capire quale soluzione emergerà dal confronto tra Regione e strutture private e, per la radioterapia, dall’udienza del Tar del 6 ottobre.

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