Walter Sabatini ha parlato del Napoli ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli, analizzando il momento della squadra dopo il pareggio contro la Fiorentina e soffermandosi sul lavoro di Massimiliano Allegri.
L’ex dirigente ha affrontato diversi temi: dal tempo necessario per costruire una squadra competitiva al peso degli infortuni, fino alla reazione di Allegri dopo la partita del Franchi. Secondo Sabatini, il Napoli dispone di una rosa di alto livello, ma le numerose assenze possono modificare gli equilibri e rendere più complicato il lavoro dell’allenatore.
Il messaggio finale è chiaro: il Napoli va incoraggiato, capito e aspettato, senza però trasformare ogni risultato negativo in una bocciatura definitiva.
Il primo tema affrontato da Sabatini riguarda il rapporto tra risultati immediati e costruzione di una squadra.
«È evidente che i progetti hanno bisogno di decollare, hanno bisogno di tempo e soprattutto hanno bisogno di poter perdere qualche partita senza tragedie».
L’ex dirigente sottolinea come la sconfitta venga spesso vissuta in maniera eccessivamente negativa nel calcio italiano.
«I tifosi di qualsiasi squadra italiana sono stravolti dalla sconfitta e non la sopportano. Ci vorrebbe un nuovo modo di pensare alle partite. Le partite si possono perdere e questo non significa che si fallisce una stagione o un progetto».
Per Sabatini, dunque, un singolo risultato non dovrebbe essere sufficiente per mettere in discussione l’intero percorso di una squadra.
Sabatini ha poi analizzato il significato della parola “progetto”, sempre più utilizzata nel calcio.
«Tutti parlano di progetto e mi pare una definizione ridondante. Si gioca a calcio con le stesse regole tutti gli anni, con lo stesso numero di giocatori. Cambiano alcuni giocatori, ma questo non significa che ci sia sempre un progetto».
Secondo l’ex dirigente, un vero progetto dovrebbe partire da una struttura più ampia e da un percorso costruito nel tempo.
«Il progetto è una cosa articolata che parte da lontano, magari dai settori giovanili. Si fa il campionato e si fa la stagione, quindi parlare sempre di progetto mi sembra esagerato».
Entrando nello specifico della squadra azzurra, il giudizio di Sabatini sulle potenzialità del Napoli è positivo.
«Il Napoli ha un potenziale alto, può fare qualsiasi cosa e d’altronde Allegri è garante di un certo tipo di risultato».
A incidere sul rendimento, però, ci sono anche gli infortuni che hanno colpito diversi organici del campionato.
«Serve anche molta fortuna. Le squadre sono decimate dagli infortuni e cambiano gli equilibri del campionato».
Ed è proprio questo uno degli aspetti sui quali Sabatini si è soffermato maggiormente parlando del Napoli.
Secondo Sabatini, le assenze di giocatori importanti possono avere un peso significativo sugli equilibri di una squadra.
«Quando una squadra perde i calciatori che ha perso il Napoli, non può pensare che i sostituti, pur bravi, possano supplire alle assenze. Se manca McTominay, manca tanto, non manca solo un centrocampista».
Il discorso diventa ancora più rilevante nel caso in cui vengano a mancare contemporaneamente più elementi importanti.
«Se mancano McTominay e Anguissa contemporaneamente è ancora peggio. Se fossi il direttore sportivo del Napoli mi sparerei».
Una frase volutamente forte con la quale Sabatini ha sottolineato il peso delle assenze nel centrocampo azzurro.
Per Sabatini, il problema non riguarda esclusivamente la qualità dei singoli sostituti. Quando cambiano diversi interpreti, infatti, vengono modificati anche gli automatismi costruiti durante gli allenamenti.
«Perdi assetto, perdi forza, perdi capacità di affrontare le partite in un sistema coordinato e preparato a tavolino».
L’ex dirigente ha quindi posto l’accento sulla comunicazione tra i calciatori e sulle soluzioni che una squadra costruisce durante la settimana.
«Saltano tutte le comunicazioni interne. Nel calcio la comunicazione è rappresentata dalla trasmissione della palla. Se saltano i giocatori, saltano anche le soluzioni».
Una situazione che, secondo Sabatini, può mettere in difficoltà qualsiasi allenatore.
«L’allenatore è nei guai. E questo non vale solo per il Napoli, ma per tante altre squadre».
Sabatini ha poi commentato la reazione di Massimiliano Allegri al termine del pareggio contro la Fiorentina.
Secondo l’ex dirigente, il tecnico del Napoli aveva motivo di essere insoddisfatto considerando anche l’andamento della partita e il vantaggio conquistato dagli azzurri.
«Il contesto tattico era particolarmente favorevole per il Napoli. Era andato in vantaggio con Gilmour su uno schema da calcio d’angolo e il vantaggio era arrivato presto».
Da una squadra con giocatori di alto livello, Allegri si sarebbe quindi aspettato una maggiore capacità di gestione del risultato.
«Un allenatore come Allegri, che allena una squadra di grandi giocatori, pretende che i grandi giocatori gestiscano la partita e la portino a casa».
Sabatini ha spiegato di comprendere la reazione dell’allenatore dopo la partita di Firenze.
«Posso capirlo. Allegri è abituato a vincere, quindi quando non lo fa si nervosisce. È assolutamente comprensibile».
Il tema riguarda quindi anche la capacità del Napoli di gestire le partite una volta trovato il vantaggio. Per Sabatini, una squadra che punta a obiettivi importanti deve riuscire a controllare meglio determinate situazioni.
Durante l’intervento è stato affrontato anche il tema degli allenatori capaci di ottenere risultati importanti già nella prima stagione.
Sabatini ha citato Antonio Conte e Cristian Chivu, sottolineando però l’importanza della qualità delle rispettive rose.
«Conte ha vinto il primo anno perché aveva una squadra molto forte, costruita con intelligenza e capacità di analisi».
Un ragionamento simile viene fatto per Chivu.
«Aveva una rosa assolutamente competitiva. Quando si girava a guardare in panchina, c’era un’altra squadra. Con le cinque sostituzioni sono cose che contano, e contano molto».
Il messaggio è quindi quello di considerare il contesto complessivo prima di confrontare percorsi diversi.
La parte conclusiva dell’intervento di Sabatini è dedicata proprio al momento degli azzurri.
«Il Napoli è una buonissima squadra che va incoraggiata, capita e aspettata».
L’ex dirigente precisa però di non voler proporre una lettura esclusivamente positiva della situazione.
«Non sono qui a passare messaggi buonisti. La rabbia di Allegri la capisco e in qualche misura la condivido».
Secondo Sabatini, infatti, la squadra deve comunque migliorare nella gestione delle partite, soprattutto quando riesce a trovare rapidamente il gol.
«Se vai in vantaggio presto, sei il Napoli e giochi una partita abbordabile, la devi portare a casa se hai pensieri importanti per te stesso e per la tua squadra».
Nel finale, Sabatini ha sottolineato anche il peso degli stati d’animo nel calcio. Secondo l’ex dirigente, la componente emotiva può incidere sulla capacità di una squadra di affrontare i momenti della partita e reagire alle diverse situazioni.
Per questo, oltre alla preparazione tattica e fisica, diventa importante costruire una mentalità capace di sostenere la squadra nei momenti di difficoltà e, allo stesso tempo, di evitare cali di concentrazione quando arriva un vantaggio.
Il Napoli dovrà quindi lavorare su più aspetti nelle prossime settimane. Tra gli obiettivi ci sarà anche il recupero degli infortunati e la ricerca di nuovi equilibri all’interno della rosa.
Il punto di vista di Walter Sabatini è dunque quello di una squadra con un potenziale importante, ma che ha bisogno di tempo, continuità e condizioni favorevoli per esprimersi al meglio. Nel frattempo, l’indicazione è quella di evitare giudizi definitivi e continuare a valutare il percorso di Allegri e del Napoli attraverso il lavoro e i risultati delle prossime partite.
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