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L’ex arbitro Graziano Cesari analizza gli episodi chiave della partita tra Napoli e Como, soffermandosi sulle decisioni dell’arbitro Manganiello e sulla reazione di Antonio Conte, oggetto di un’inchiesta federale.
Il weekend calcistico si preannuncia ricco di emozioni, con partite decisive come Inter-Juve e Napoli-Roma. Su Radio Kiss Kiss Napoli, Walter Sabatini ha condiviso le sue riflessioni su questi appuntamenti e sullo stato attuale del calcio italiano, soffermandosi in particolare sui giovani talenti e sulle prospettive future di alcuni protagonisti della Serie A.
Walter Sabatini ha elogiato apertamente Vergara, giovane calciatore del Napoli che si sta mettendo in luce in questa stagione. “È un ragazzo poderoso, fortissimo, molto intraprendente, coraggioso, è un giocatore veramente distinto. Certamente sarà un bel pezzo di storia del Napoli in futuro”, ha dichiarato Sabatini. Il dirigente ha sottolineato l’importanza di celebrare i successi dei giovani italiani, soprattutto quando emergono in un contesto difficile come quello partenopeo. Secondo Sabatini, Napoli ha sempre espresso talento e deve continuare a farlo, nonostante le difficoltà legate alle strutture e alle opportunità. Il caso di Vergara, secondo il dirigente, è una buona notizia non solo per la città ma per tutto il calcio italiano. Sabatini ha anche evidenziato come il giovane abbia ancora margini di crescita: “Dovrà imparare a fare le giocate interlocutorie… si tratta solamente di minutaggio e esperienza che farà giocando”. Il suo percorso, quindi, è appena iniziato, ma le premesse sono molto positive.
Durante l’intervista con Valter De Maggio, Sabatini ha affrontato il tema della difficoltà dei giovani italiani a trovare spazio nelle squadre di Serie A. Ha fatto un confronto tra Vergara e Højlund, sottolineando come il danese abbia avuto la possibilità di giocare titolare già a 19 anni, mentre per gli italiani il percorso è spesso più tortuoso. “Facciamo fatica a far giocare gli italiani perché la classe dirigente italiana… non c’è molto coraggio”, ha spiegato Sabatini. Secondo lui, serve più fiducia nei giovani e meno paura di rischiare: “Bisogna accompagnare gli allenatori nel loro percorso e fare in modo che quando giocano il ragazzino a 18 anni nessuno si spaventi”. Sabatini ha anche criticato alcuni aspetti delle scuole calcio italiane, dove spesso si limita la spontaneità dei ragazzi in favore di schemi troppo rigidi. “Il talento è prima di tutto è sperimentazione”, ha ribadito, invitando a lasciare più libertà ai giovani di esprimersi e di provare nuove giocate. Solo così, secondo il dirigente, il calcio italiano potrà tornare a valorizzare davvero il proprio patrimonio di talenti.
Un altro tema toccato da Sabatini riguarda Ederson, centrocampista dell’Atalanta che lui stesso portò in Italia ai tempi della Salernitana. Si parla di un possibile trasferimento del giocatore alla Juventus nella prossima sessione di mercato. Sabatini non ha dubbi sulle qualità del brasiliano: “Sarebbe perfetto per qualsiasi centrocampo di qualsiasi squadra perché è un giocatore che unisce il volume alla qualità, quindi chi lo prende fa un affare”. Ha ricordato come Ederson abbia superato alcuni problemi fisici e sia tornato ai suoi livelli migliori, grazie anche al lavoro con l’allenatore Palladino. Oltre alle doti tecniche, Sabatini ha sottolineato la serietà e la dedizione del ragazzo: “È un ragazzo in gamba, un ragazzo di famiglia senza distrazioni interiori. Gioca solo al calcio”. Infine, alla domanda su un suo possibile ritorno in un ruolo dirigenziale, Sabatini ha risposto di sentirsi “più forte di prima” dopo questo periodo di pausa, pronto a tornare quando arriverà la chiamata giusta.
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