Rossi (CT Ungheria): “In Italia mi ha hanno chiesto di pagare per allenare”

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Marco Rossi, CT dell’Ungheria, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli:

“Avessi potato contare su Szoboszlai sicuramente avremmo avuto una cifra tecnica superiore in mezzo al campo, ma nel calcio non c’è mai la controprova. Quello che possiamo dire è che io e tutto lo staff avremmo voluto un calcio più aggressivo e offensivo, ma quando ti trovi di fronte a corazzate come quelle affrontare da noi all’Europeo, Portogallo, Francia e Germania, bisogna anche leggere le partite. Il copione tattico è stato lo stesso in queste tre gare. C’è rammarico solo perché a tratti ci siamo difesi troppo bassi. Io non stavo lavorando. Era un periodo in cui io ero senza squadra, da gennaio 2011 a febbraio 2012, e alcuni intermediari mi offrirono di lavorare in cambio di un pagamento. Io non ho mai guadagnato cifre iperboliche, perché nel calcio i soldi non vengono regalati, per cui non potevo permettermi di pagare per fare l’allenatore. Stavo pensando dunque ad un lavoro alternativo, poi c’è stato quel viaggio a Budapest ed è nata quest’avventura. Sto benissimo in Ungheria. Al di là del fatto che alleni la nazionale, che ha per me una valenza del tutto particolare, in questo Paese mi sento del tutto apprezzato come professionista, quasi amato dalla stragrande maggioranza dei tifosi. E questa cosa non l’ho mai riscontrata prima. Qui lavoro con tutto me stesso”.

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