Il secondo giorno di lavoro del Napoli in Val di Sole si apre sotto il segno dell’entusiasmo e delle prime, importanti indicazioni tattiche. Davanti a una Ski.IT Arena di Dimaro gremita di tifosi, che hanno accolto la squadra a suon di cori tradizionali e nuove hit estive, Massimiliano Allegri ha alzato i ritmi della preparazione, facendo capire subito lo spirito e l’intensità che pretenderà dai suoi uomini per la stagione del Centenario.
Dopo una prima fase di attivazione muscolare e riscaldamento per i portieri, il gruppo è stato diviso per svolgere esercitazioni incentrate sugli scambi di prima e sul possesso nello stretto per eludere la pressione degli avversari. Il piatto forte della mattinata è arrivato però subito dopo, quando il tecnico livornese ha iniziato a scoprire le carte in tavola sul piano tattico.
Allegri ha infatti provato il primo 4-3-3 di stampo prettamente azzurro. Nel test a tutto campo, la difesa a quattro è stata composta da Di Lorenzo, Rrahmani, Rafa Marin e Spinazzola, mentre le chiavi del centrocampo sono state affidate al terzetto composto da Anguissa, Lobotka e dal giovane Vergara, a supporto della manovra. La sessione è stata tutt’altro che una passerella: Allegri ha interrotto il gioco a più riprese, alzando la voce e richiamando continuamente i calciatori per correggere la postura del corpo, i tempi di gioco e le distanze tra i reparti. Al termine della prima fase tattica, si è registrato anche un fitto colloquio a bordo campo tra lo stesso Anguissa, il mister, il direttore sportivo Manna e il club manager Sinicropi.
Nella seconda parte dell’allenamento è scattata l’ora degli attaccanti, rimasti inizialmente a riposo insieme agli infortunati lungodegenti (Beukema, Gilmour e Neres). Giocatori come Hojlund, Politano, Lucca e Giovane sono entrati sul terreno di gioco per svolgere un lavoro specifico basato su scambi veloci a un tocco ed esercitazioni balistiche con l’ausilio di sagome e mini-porte. La seduta si è poi conclusa con una serie di conclusioni ravvicinate in porta dopo combinazioni in verticale e sponde, mandando in archivio un’altra giornata di intensa fatica in Trentino.
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