Rinnovo sì, rinnovo no

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Rinnovo sì, rinnovo no. Non è una canzone di Elio (magari lo fosse…) ma una situazione che il Napoli e Lorenzo Insigne stanno portando avanti da tempo. Forse troppo, dice qualcuno. Giusto così, dice qualcun altro. Non sta a noi giudicare quale sia la posizione corretta. Non siamo il Napoli, non siamo Lorenzo Insigne. Ma siamo qui a raccontare i fatti. Ed i fatti dicono che da una parte c’è il club, dall’altra il professionista. Da una parte una società che ha palesato, attraverso le parole del proprio presidente, la necessità di abbassare notevolmente le spese a causa delle problematiche di natura economico-finanziaria che ha colpito le casse, successive alla pandemia da Coronavirus. In parole povere: necessità di abbassare il monte ingaggi. Dall’altra c’è il capitano della squadra, il prodotto del vivaio, il dieci della Nazionale, fresco di vittoria ai Campionati Europei con l’Italia, “il calciatore italiano con maggior talento”, come viene definito dalla critica. Ancora fatti: il contratto di Insigne scadrà a giugno 2022. In quei giorni, Lorenzo spegnerà 31 candeline. L’ultimo rinnovo risale al 2017: secondo i dati raccolti da Calcio E Finanza, la cifra è di 4,6mln di Euro annui (bonus esclusi). In estate, l’attuale agente di Insigne è stato avvistato nella sede del ritiro del Napoli. Al suo arrivo, tuttavia, il Presidente De Laurentiis pare abbia abbandonato la sede. Nessun confronto, dunque. Probabilmente per lo scivolone dello stesso procuratore, che su Instagram aveva ripostato qualche giorno prima una frase offensiva di un tifoso nei confronti di De Laurentiis. Lo stesso operatore di mercato chiarì la sua posizione, dicendo di aver “semplicemente repostato una storia di un tifosi senza neanche leggerla…”. La cronaca racconta di un Insigne infastidito dall’imitazione che, qualche giorno prima, gli aveva riservato lo stesso De Laurentiis. Il gelo è durato settimane. Ma l’inverno, prima o poi, finisce. Nello specifico, è terminato l’11 settembre: Lo scenario, “Stadio Maradona”, Napoli-Juventus. Poi, il 30 dello stesso mese, il pranzo nell’Hotel che ospita abitualmente il Napoli. La strada sembrava essere in discesa, volti sorridenti all’uscita. Poi le dichiarazioni di Insigne nel corso del Festival dello Sport di Trento: “Il rinnovo non è una questione facile”. Ribadiamo che non spetta a noi giudicare le (legittime) posizioni dell’uno e dell’altro. Ciò che preme sottolineare è il bene supremo: quello del Napoli. Si arrivi quanto prima ad una soluzione sia per il ragazzo, che potrà decidere di entrare ancora più a fondo nella storia di questo club (conoscendo l’attuale situazione economica) o strappare un ultimo prestigioso ed oneroso contratto in un’altra squadra, sia per il Napoli, che ha il diritto di programmare un team competitivo con o senza la presenza di Insigne.

di Diego De Luca

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