Renzo Ulivieri: “In Inter-Juve l’arbitro è stato eccezionale ma ingannato da un calciatore”

Renzo Ulivieri, presidente dell'Associazione Italiana Allenatori, interviene su Radio Kiss Kiss Napoli per discutere il VAR a chiamata e le problematiche arbitrali in Serie A e Serie C.

Il dibattito sul VAR a chiamata continua ad animare il calcio italiano. Durante una puntata di Radio Goal su Radio Kiss Kiss Napoli, Renzo Ulivieri, presidente dell’Associazione Italiana Allenatori, ha espresso la sua posizione contraria all’introduzione di questa novità, sottolineando l’importanza del ritmo di gioco e la necessità di tutelare lo spettacolo calcistico.

Renzo Ulivieri: “Contrario al VAR a chiamata, il ritmo è fondamentale”

Renzo Ulivieri si è detto fermamente contrario all’introduzione del VAR a chiamata, ovvero la possibilità per gli allenatori di chiedere la revisione di alcune decisioni arbitrali durante la partita. Secondo Ulivieri, questa soluzione rischierebbe di rallentare eccessivamente il gioco, compromettendo uno degli aspetti più belli del calcio: il ritmo e la vivacità della gara. “Sono contrario nel modo più assoluto. Sono contrario a vedere gli arbitri in mezzo che devono spiegare il perché della scelta. Questa è un’offesa agli spettatori perché dicono cose ovvie: ‘non do il rigore perché non ha commesso fallo'”, ha dichiarato Ulivieri. Il presidente degli allenatori ha poi aggiunto che il calcio non può permettersi continue interruzioni come avviene in altri sport, ad esempio nella pallacanestro, dove il punteggio alto giustifica pause frequenti. “Se io devo interrompere di continuo ci rimette lo spettacolo, se ci rimette lo spettacolo piano piano la gente non verrà allo stadio”, ha sottolineato Ulivieri, ribadendo che la bellezza del calcio sta anche nelle decisioni prese dall’arbitro, magari con l’aiuto del VAR, ma senza esagerare con le interruzioni.

Il caso Bergamo e le polemiche sugli errori arbitrali

Durante la trasmissione, si è discusso anche di alcuni episodi recenti che hanno alimentato le polemiche sull’utilizzo del VAR. In particolare, è stato citato il gol annullato al Napoli a Bergamo contro l’Atalanta, dove le immagini televisive sembravano mostrare l’assenza di un fallo da parte di Hojlund. In quel caso, secondo alcuni, se fosse stato possibile utilizzare il VAR a chiamata, l’allenatore avrebbe potuto chiedere una revisione e forse il gol sarebbe stato convalidato. Ulivieri, però, ha ribadito che su ogni gol il VAR interviene già automaticamente e che non serve aggiungere ulteriori strumenti che rischiano solo di complicare il lavoro degli arbitri e rallentare il gioco. “Per quanto riguarda la segnatura di gol, il VAR c’è”, ha spiegato. Il dibattito si è poi spostato su altri episodi controversi, come il secondo giallo a Kalulu e alcune decisioni prese in campo che hanno lasciato perplessi tifosi e addetti ai lavori. Ulivieri ha riconosciuto che il sistema non è perfetto, ma ha difeso la classe arbitrale italiana, sottolineando come spesso gli arbitri siano vittime di simulazioni e tentativi di inganno da parte dei calciatori.

Simulazioni e prova televisiva: la proposta di Ulivieri

Un altro tema affrontato da Ulivieri riguarda il problema delle simulazioni, sempre più frequenti nel calcio moderno. Secondo il presidente degli allenatori, la vera sfida non è tanto migliorare il VAR, quanto colpire duramente chi cerca di ingannare l’arbitro con comportamenti antisportivi. “Se si mette la prova televisiva sulle simulazioni e si colpisce duramente chi ha messo in atto questo tipo di simulazione, che è violenza contro lo spettacolo, contro gli spettatori, io credo che… perché abbiamo cominciato e vediamo di continuo che come uno viene toccato va giù”, ha affermato Ulivieri. La sua proposta è quella di utilizzare la tecnologia per punire chi simula, piuttosto che per aumentare le interruzioni di gioco. Ulivieri ha poi difeso la classe arbitrale italiana, ricordando come anche in altri campionati europei si verifichino errori e polemiche. “Dopo Inter-Juve ha funzionato benissimo perché l’arbitro è stato eccezionale, a mio modo di vedere”, ha detto, sottolineando che spesso le lamentele degli allenatori fanno parte del gioco e della pressione che si vive in campo.

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