Pol Espargaró: “Ducati ha abbassato gli stipendi ma tutti i piloti vogliono quella moto”

Pol Espargaró analizza il dominio Ducati in MotoGP: la moto italiana, desiderata da tutti i piloti, ha finito per abbassare gli stipendi del paddock.

Nel paddock di Motegi, dopo il Gran Premio del Giappone, Pol Espargaró ha regalato una delle interviste più lucide e sincere della stagione MotoGP. Ospite del podcast Hospitality Motociclismo insieme ai giornalisti Mela Chércoles e Borja González, il pilota KTM ha analizzato con grande schiettezza l’evoluzione tecnica ed economica del campionato.

Il catalano ha ripercorso le difficoltà e i successi della propria carriera, ricordando anche i primi anni di KTM nella classe regina, quando il team “arrivava a tagliare i telai con una smerigliatrice dietro ai box di Phillip Island”. Un aneddoto che fotografa bene la crescita della squadra austriaca, oggi tra le realtà più solide della griglia.

Ma la riflessione che ha fatto più discutere riguarda il peso di Ducati sul mercato piloti:

“Negli ultimi anni si è diffusa l’idea che chiunque possa andare forte con una Ducati. È una moto che si adatta a tutti, così efficace che ha finito per abbassare il livello generale degli stipendi, perché ogni pilota desidera salirci sopra.”

Per Espargaró, l’eccellenza del progetto di Borgo Panigale ha trasformato le logiche economiche della MotoGP.

“Ducati detta il prezzo del mercato. Tutti sanno che è competitiva in ogni condizione e con ogni stile di guida.”

Uno sguardo al futuro

Guardando al 2026, il pilota di Granollers ha ammesso di essere curioso di capire in che direzione si muoverà la casa italiana:

“Vedremo se vorranno puntare tutto su Marc Márquez continuando con la moto 2025, oppure riconoscere che quest’anno non è andata perfettamente. Bagnaia in Giappone e Alex Márquez per tutta la stagione hanno dimostrato che la 2024 era ancora una grande moto.”

Una stagione di solidità

Nel 2025, Espargaró ha preso parte ai Gran Premi di Repubblica Ceca, Ungheria, Australia e Malesia, sostituendo l’infortunato Maverick Viñales.
Il numero 44 ha portato a casa risultati di spessore: ottavo posto in qualifica a Phillip Island, due noni posti nelle Sprint Race di Brno e Australia, e un ottavo nella gara lunga australiana.

Numeri che confermano la sua capacità di restare competitivo anche in un ruolo di riserva, contribuendo allo sviluppo della KTM accanto a Dani Pedrosa.

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