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Finale Australian Open 2026: Novak Djokovic sfida Carlos Alcaraz a Melbourne per il primo Slam dell’anno, domenica 1° febbraio dalle 9:00, con diretta su Eurosport, DAZN, Tim Vision, Prime Video e HBO Max.
La semifinale degli Australian Open tra Novak Djokovic e Jannik Sinner continua a far discutere. A intervenire con la consueta franchezza è Adriano Panatta, che sulle colonne del Corriere della Sera ha firmato un’analisi dura ma lucida della sorprendente vittoria del campione serbo.
Panatta non nasconde lo stupore per la prestazione di Djokovic, definita senza mezzi termini un evento quasi irreale. L’ex campione italiano ammette di non aver creduto fino all’ultimo nella resurrezione di Nole, soprattutto dopo quanto visto nei turni precedenti. E invece, ancora una volta, il serbo ha ribaltato ogni pronostico.
Nel suo commento sul Corriere della Sera, Panatta descrive Djokovic come un “serpente incantatore”, capace di restare apparentemente in difficoltà per poi colpire nel momento decisivo, sfruttando esperienza, lucidità e una tenuta mentale fuori dal comune.
Accanto all’esaltazione per Djokovic, Panatta individua anche le “colpe” di Jannik Sinner. Secondo l’ex tennista, l’azzurro non ha espresso la sua miglior versione: troppa fretta, diversi errori banali e occasioni sprecate nei momenti chiave, soprattutto nel quinto set.
Un’anomalia per un giocatore che ha costruito i suoi successi sulla solidità e sulla continuità, ma che in questa semifinale ha permesso più volte a Djokovic di rientrare in partita. Un passaggio a vuoto che, secondo Panatta, farà male ma non comprometterà il percorso del numero uno italiano.
Nel confronto generazionale, Panatta sottolinea come Djokovic sia riuscito a mantenere un livello di intensità paragonabile a quello dei duelli tra Sinner e Alcaraz, aggiungendo però qualcosa che i più giovani non possono ancora avere: la gestione perfetta dei momenti decisivi.
Una combinazione che rende il serbo, a quasi 39 anni, ancora terribilmente competitivo nel tennis moderno, molto più fisico e veloce rispetto al passato.
Guardando avanti, Panatta apre alla possibilità che Djokovic possa spingersi fino in fondo al torneo. A questo punto, nessuno può negare a Nole una chance concreta contro Carlos Alcaraz, avversario che in passato è apparso più “disponibile” rispetto a Sinner.
L’obiettivo è chiaro: il 25° titolo Slam, un traguardo che sarebbe il record assoluto. Un’impresa che Panatta definisce senza esitazioni come qualcosa di straordinario, quasi fuori dal tempo.
La conclusione dell’analisi è netta: Djokovic resta un caso unico nella storia del tennis. Un campione che continua a vincere in un’epoca durissima, contro avversari più giovani e potenti, smentendo ogni logica anagrafica.
Per Panatta Nole non è solo un grande campione: è un miracolo sportivo.
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