La Roma strappa il pass per gli ottavi di finale di Europa League al termine di una notte complicatissima ad Atene. L’1-1 contro il Panathinaikos, maturato dopo una lunga inferiorità numerica, basta ai giallorossi per chiudere tra le prime otto della classifica e saltare i playoff. Decisivo il gol di Ziolkowski all’80’, arrivato quando la partita sembrava ormai segnata.
L’inizio è incoraggiante per la squadra di Gasperini, padrona del campo e subito pericolosa con Tsimikas e Pellegrini. Occasioni importanti, non sfruttate, che pesano ancora di più quando al 14’ arriva l’episodio che stravolge la gara: Mancini ferma Pantovic lanciato a rete, l’arbitro Munuera rivede l’azione al Var e trasforma il giallo in rosso diretto. Roma in dieci per oltre 75 minuti, con una partita che improvvisamente prende un’altra direzione.
Nonostante l’inferiorità numerica, i giallorossi non arretrano. Gasperini abbassa Cristante nella linea difensiva e ridisegna l’assetto senza rinunciare a giocare. Il Panathinaikos prende coraggio, colpisce una traversa con Katris e si rende pericoloso, ma la Roma resta dentro la partita, rischia il giusto e chiude il primo tempo sullo 0-0 con ordine e personalità.
A inizio ripresa entra Ndicka per dare maggiore solidità, ma al 57’ basta una disattenzione per far saltare l’equilibrio. Ghilardi sbaglia di testa, Taborda ringrazia e supera Gollini per l’1-0 Panathinaikos. È il momento più difficile: la Roma è stanca, senza uomini offensivi in panchina e costretta a inseguire in dieci uomini.
Le occasioni non mancano: Rensch spreca a tu per tu con Lafont, mentre Gasperini si affida anche al giovanissimo Della Rocca per dare energie nuove. La mossa decisiva, però, è avanzare Ziolkowski. All’80’ il polacco si fa trovare pronto in area e con un colpo di testa, deviato, firma l’1-1. Un gol pesantissimo, il primo con la maglia della Roma, che rimette tutto in equilibrio e cambia il destino europeo dei giallorossi.
Nel finale la Roma gestisce con lucidità, ritrova anche Angelino e difende il risultato fino al triplice fischio. L’1-1 di Atene vale l’ottavo posto finale e la qualificazione diretta agli ottavi di finale. Una partita iniziata bene, diventata durissima e chiusa con orgoglio: non una vittoria sul campo, ma un successo per peso, difficoltà e significato.
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