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«No, non siamo a Napoli!». È la frase che accompagna una nuova ordinanza sul decoro urbano firmata in Francia e destinata a far discutere. A pronunciarla è Rémi Berthoux, sindaco di Thizy-les-Bourgs, piccolo comune del Rodano, che ha deciso di vietare la biancheria esposta su balconi, finestre e facciate quando è visibile dalla strada.
Una decisione che, per essere comunicata ai cittadini, ha scelto un riferimento decisamente particolare: Napoli e i suoi panni stesi, uno degli elementi più riconoscibili dell’immaginario legato alla città.
L’ordinanza è stata firmata l’8 settembre dal sindaco di Thizy-les-Bourgs e riguarda il modo in cui vengono esposti biancheria e altri oggetti sulle abitazioni.
Il provvedimento vieta di stendere «biancheria e qualsiasi altro oggetto» su balconi, finestre e facciate degli immobili quando siano visibili dalle vie pubbliche.
Non si tratta però di un divieto assoluto di utilizzare lo stendino. Gli stendini sui balconi possono infatti essere utilizzati, ma a una condizione precisa: non devono superare l’altezza della ringhiera.
L’obiettivo dichiarato dall’amministrazione è preservare il decoro degli edifici e la qualità dell’ambiente urbano.
È però soprattutto la comunicazione scelta dal sindaco ad aver attirato l’attenzione.
Presentando la nuova ordinanza sui social, Rémi Berthoux ha scritto «No, non siamo a Napoli!», facendo direttamente riferimento alla consuetudine dei panni stesi che caratterizza molti scorci della città partenopea.
Una frase ironica, inserita all’interno di un provvedimento molto serio sul decoro urbano, che ha inevitabilmente trasformato una normale ordinanza comunale in una storia curiosa e destinata a superare i confini della piccola località francese.
Il provvedimento non riguarda soltanto il bucato. L’amministrazione francese ha previsto restrizioni anche per vasi e altri oggetti sistemati sui balconi, quando sporgono oltre il parapetto e risultano visibili dall’esterno.
Le eventuali violazioni possono essere accertate dalla polizia e dagli agenti autorizzati.
Nelle motivazioni dell’ordinanza viene spiegato che la presenza di biancheria e oggetti sulle facciate può compromettere la pulizia e l’immagine degli immobili. Il Comune richiama inoltre la necessità di tutelare il cadre de vie, espressione francese utilizzata per indicare la qualità dell’ambiente e della vita urbana.
Thizy-les-Bourgs è un piccolo comune francese situato nel dipartimento del Rodano, nella regione Auvergne-Rhône-Alpes. Conta poco meno di seimila abitanti e ha una storia legata all’industria tessile.
Il comune attuale è nato nel 2013 dall’unione di cinque precedenti realtà: Thizy, Bourg-de-Thizy, Mardore, Marnand e La Chapelle-de-Mardore.
Un piccolo centro della provincia francese, dunque, molto diverso dalla Napoli dei vicoli, dei balconi e del bucato steso tra le abitazioni.
Il riferimento del sindaco francese riporta inevitabilmente alla tradizione dei panni stesi nei vicoli di Napoli, un’immagine entrata da decenni nell’immaginario collettivo e spesso associata alla vita quotidiana dei quartieri della città.
In questo caso, però, quella stessa immagine è stata utilizzata come termine di paragone per spiegare ai cittadini francesi cosa l’amministrazione vuole evitare.
Così una semplice ordinanza sul decoro urbano ha finito per mettere Napoli al centro di una curiosa storia francese. Tutto per una questione apparentemente banale: dove e come stendere il bucato.
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