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Dario Marcolin, ospite a Radio Kiss Kiss Napoli, analizza la sfida Parma-Napoli e commenta le voci su Malagò e Mancini per la guida della FIGC e della Nazionale.
A Radio Kiss Kiss Napoli, Nevio Scala e Alessandro Melli hanno regalato agli ascoltatori un momento di grande emozione, raccontando il loro rapporto speciale nato sui campi da calcio e cresciuto nel tempo. Tra ricordi, aneddoti e riflessioni, i due ex protagonisti del Parma hanno mostrato quanto il calcio possa essere anche una scuola di vita e di affetti duraturi.
Nel corso della trasmissione, Valter De Maggio ha voluto sorprendere Nevio Scala invitando in diretta Alessandro Melli, uno dei suoi ex calciatori più importanti. Melli, salutando affettuosamente il suo ex allenatore, ha spiegato il senso profondo delle sue parole rilasciate in una vecchia intervista: “Nevio non è stato l’allenatore, per me era come un padre”. Melli ha raccontato come il loro rapporto sia stato intenso, a volte anche conflittuale, proprio come può accadere tra padre e figlio. “Abbiamo avuto secondo me quel tipo di rapporto. Oggi siamo in un rapporto meraviglioso”, ha aggiunto Melli, sottolineando che le discussioni di allora erano sempre dettate dall’affetto e dal desiderio di crescita reciproca.
Nevio Scala ha confermato la profondità di questo legame, ricordando come il ritorno di Melli a Parma e il suo riconoscimento dei consigli ricevuti siano stati per lui motivo di grande soddisfazione. “Mi ha ripagato di tutte le difficoltà che abbiamo vissuto insieme”, ha detto Scala, evidenziando come oggi tra loro ci sia una “primavera nuova”.
La conversazione si è poi spostata sui successi sportivi vissuti insieme. Melli ha ricordato con orgoglio i tanti trofei conquistati con il Parma sotto la guida di Scala: “Abbiamo vinto tanto, tanto. Coppa delle Coppe, Coppa UEFA, Supercoppa UEFA, Coppa Italia. Sono stati anni bellissimi, che ci rimangono nel cuore”. Scala ha voluto ringraziare Melli per il suo contributo fondamentale in quegli anni, sottolineando come, nonostante le difficoltà caratteriali, il loro rapporto abbia portato a grandi risultati.
Il dialogo ha offerto anche spunti di riflessione sul ruolo dell’allenatore. Melli ha sottolineato l’importanza del rapporto umano tra tecnico e squadra, affermando che “la qualità migliore che deve avere un allenatore è la capacità di creare un legame con i suoi giocatori, soprattutto con quelli che giocano meno”. Scala, dal canto suo, ha espresso ammirazione per la maturità raggiunta da Melli, riconoscendo che spesso i giovani calciatori non riescono a cogliere subito i segreti per diventare grandi, ma che il tempo e l’esperienza portano consapevolezza.
Oltre al calcio, Nevio Scala ha raccontato la sua nuova vita da produttore di vino nei Colli Euganei. “Produco del vino straordinario”, ha detto con orgoglio, spiegando di aver costruito una bellissima cantina e di dedicarsi con passione a questa attività. Scala ha illustrato la varietà dei suoi vini, tutti biologici: “Abbiamo nove etichette, tra cui la Garganega, moscati bianchi e gialli, merlot, cabernet e vecchie varietà recuperate nei nostri Colli Euganei”.
L’invito a visitare la cantina è stato esteso sia a Melli che al conduttore, con la promessa di una degustazione speciale. Melli ha confermato che il gruppo degli ex giocatori del Parma sta già organizzando una visita per maggio, a testimonianza di un’amicizia che va oltre il campo da gioco. Scala ha concluso con parole di affetto verso Melli, sottolineando quanto sia bello vedere la crescita personale dei suoi ex calciatori e quanto il calcio, alla fine, sia soprattutto una questione di rapporti umani.
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