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Notte NBA ricca di spettacolo: i Thunder si vendicano degli Spurs, i Lakers tornano a vincere trascinati da LeBron e Doncic, mentre Nuggets e Heat sfruttano i passi falsi degli avversari per risalire in classifica.
LeBron James è andato a un passo dall’ennesimo record storico della sua carriera NBA. Nella notte appena trascorsa, il campione dei Los Angeles Lakers ha firmato una prestazione straordinaria nel netto successo contro gli Atlanta Hawks (141-116), ma si è fermato a un solo rimbalzo dal diventare il giocatore più anziano di sempre a realizzare una tripla doppia.
A 41 anni e 14 giorni, LeBron ha chiuso la partita con 31 punti, 10 assist e 9 rimbalzi, numeri impressionanti che testimoniano ancora una volta la sua longevità e il suo impatto sul gioco. Un solo rimbalzo in più gli avrebbe permesso di superare il primato detenuto da Karl Malone, che resta per ora il giocatore più anziano della storia NBA ad aver messo a referto una tripla doppia.
Il leggendario ex ala-pivot degli Utah Jazz, che concluse la carriera proprio ai Lakers, stabilì il record il 28 novembre 2003, quando, a 40 anni e 127 giorni, fece registrare 10 punti, 11 rimbalzi e 10 assist nella vittoria per 103-87 contro i San Antonio Spurs. Da allora, quel primato resiste, anche se è LeBron a dominare la classifica: i successivi 15 triple-doppie per età appartengono tutte a James, realizzate negli ultimi tre anni. L’ultima risale al 1° febbraio 2025.
Nel finale di gara contro Atlanta, LeBron ha scelto la prudenza. Dopo aver commesso un fallo personale a 3:43 dalla sirena, è uscito direttamente per andare in panchina, lasciando spazio al figlio Bronny, 21 anni. Una scelta che conferma come, a questo punto della sua ventitreesima stagione NBA, il recupero fisico conti più di qualsiasi primato individuale, anche quando la storia è a portata di mano.
Nonostante la mancata 123ª tripla doppia in carriera, la prestazione contro gli Hawks ha ribadito che James è ancora capace di livelli di eccellenza assoluta. Il tutto pagando un prezzo altissimo in termini di lavoro fisico e recupero, con ore quotidiane dedicate alla cura del corpo lontano dal parquet.
LeBron ha anche sorpreso il suo allenatore, JJ Redick, decidendo di scendere in campo contro Atlanta dopo aver disputato due partite consecutive per la prima volta nella sua carriera ventennale. Un evento raro, soprattutto dopo il rientro dalla sciatalgia che aveva ritardato il suo debutto stagionale fino a metà novembre.
“La sua resistenza competitiva è incredibile”, ha dichiarato Redick. “Non pensavamo potesse giocare. È la natura di un corpo di 41 anni che affronta tanti minuti. Ma lui ci ha detto: ‘Ci provo, faccio la mia solita routine e poi vediamo se riesco’”. E LeBron, ancora una volta, ha dimostrato di riuscirci.
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