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Notte NBA ricca di colpi di scena: Denver vince senza Jokic, Oklahoma City domina ancora, mentre Milwaukee cade clamorosamente in casa nonostante il ritorno di Antetokounmpo.
Notte di grande spettacolo NBA a San Antonio, dove gli Spurs si sono presi una pesante rivincita contro i New York Knicks, battendoli 134-132 nella notte di San Silvestro. Una vittoria dal sapore speciale, arrivata due settimane dopo la sconfitta subita nella finale di NBA Cup, ma macchiata da un momento di forte apprensione per le condizioni di Victor Wembanyama.
Gli Spurs, ora con un record di 24 vittorie e 9 sconfitte, hanno dimostrato ancora una volta di essere una squadra capace di alternare alti e bassi, ma con un potenziale enorme. A trascinare San Antonio è stato uno straordinario Julian Champagnie, protagonista di una prestazione storica: 11 triple a segno su 17 tentativi, record personale e anche primato di franchigia, un traguardo raggiunto solo da pochissimi giocatori nella storia della lega.
La partita è stata una vera battaglia. San Antonio ha rimontato 19 punti di svantaggio nel secondo quarto e ha completato l’opera nel finale, recuperando anche gli 11 punti di distacco nell’ultimo periodo, proprio quando sembrava tutto più complicato.
Il momento più delicato della serata è arrivato all’inizio dell’ultimo quarto, quando Victor Wembanyama ha accusato un problema al ginocchio ed è stato costretto a lasciare il campo. Il giovane talento francese è rientrato negli spogliatoi camminando sulle proprie gambe, ma l’uscita ha gelato il pubblico del Frost Bank Center.
Fortunatamente, Wembanyama è riuscito a tornare in campo negli ultimi minuti della partita, rassicurando staff e tifosi. Prima dello stop temporaneo, aveva già messo a referto una prova maiuscola da 31 punti e 13 rimbalzi, confermandosi ancora una volta come il fulcro del progetto Spurs.
Nel quarto periodo San Antonio ha alzato ulteriormente il ritmo, vincendo il parziale per 40-31. Champagnie ha segnato 12 punti decisivi, De’Aaron Fox ne ha aggiunti altri 12 e Keldon Johnson ha contribuito con 8, risultando fondamentale insieme a Luke Kornet per completare la rimonta.
A fine gara, Champagnie ha chiuso con 36 punti, Fox con 26 e Johnson con 19. Assente Devin Vassell, fermato da un infortunio. Sul fronte Knicks, Jalen Brunson ha guidato i suoi con 29 punti, seguito dai 21 di Miles McBride e dai 20 a testa di Karl-Anthony Towns e Jordan Clarkson.
Le due squadre si erano affrontate lo scorso 16 dicembre nella finale di NBA Cup a Las Vegas, vinta dai Knicks per 124-113. Quel successo aveva regalato a New York il primo titolo dal lontano 1973, consolidandone il ruolo di favorita nella Eastern Conference.
Per gli Spurs, invece, quella finale aveva rappresentato la prima apparizione in una partita per il titolo dal trionfo del 2014. Nonostante la sconfitta, San Antonio aveva mostrato una maturità sorprendente, battendo in semifinale gli Oklahoma City Thunder e superandoli nuovamente nei giorni successivi, anche nel prestigioso match di Natale.
Dopo alcune recenti battute d’arresto contro Jazz e Cavaliers, questa vittoria contro i Knicks rilancia le ambizioni degli Spurs e manda un messaggio chiaro alla lega: San Antonio c’è, e con un Wembanyama così, può sognare in grande.
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