NBA, giornata atipica: cadono Thunder e Spurs in casa, rinvii per il gelo negli Stati Uniti

Notte sorprendente in NBA: ko interni per Thunder e Spurs, calendario stravolto dal maltempo e successi esterni per Warriors e Pistons.

Notte insolita in NBA, segnata da risultati sorprendenti e da diversi rinvii a causa del violento maltempo che sta colpendo gran parte degli Stati Uniti. In una giornata condizionata da freddo estremo e neve, sono arrivate le sconfitte casalinghe di Oklahoma City Thunder e San Antonio Spurs, mentre Golden State Warriors e Detroit Pistons hanno lasciato il segno lontano da casa.

I Thunder (37-10), leader della Western Conference, sono caduti davanti al proprio pubblico contro i Toronto Raptors (29-19), incassando la seconda sconfitta consecutiva e la terza nelle ultime cinque gare. A guidare Toronto ci hanno pensato Immanuel Quickley, autore di 23 punti e 11 rimbalzi, e un collettivo solido che ha confermato il terzo posto a Est.
Per Oklahoma City non sono bastati i 24 punti di Shai Gilgeous-Alexander, che ha raggiunto la sua 117ª partita in carriera con almeno 20 punti, avvicinandosi alla storica striscia di Wilt Chamberlain (126).

Passo falso anche per i San Antonio Spurs (31-15), sconfitti in casa dai New Orleans Pelicans (12-36), fanalino di coda a Ovest. Gli ospiti, trascinati da Zion Williamson con 24 punti e 10 rimbalzi, avevano toccato il +20 nel terzo quarto prima della rimonta degli Spurs, guidati da un Victor Wembanyama dominante sotto i tabelloni (16 punti e 16 rimbalzi). Dopo aver ribaltato la gara a inizio ultimo periodo, San Antonio ha però subito un parziale di 17-3 che ha fissato il punteggio sul 95-104 finale. Nonostante il ko, gli Spurs restano secondi a Ovest, alle spalle proprio dei Thunder.

La notte NBA è stata inoltre condizionata dai rinvii di due big match: Memphis Grizzlies–Denver Nuggets e Milwaukee Bucks–Dallas Mavericks sono stati posticipati a causa delle difficili condizioni climatiche, con neve e gelo a rendere complicati spostamenti e logistica.

A Mineápolis, invece, si è recuperata la partita tra Golden State Warriors e Minnesota Timberwolves, con la netta vittoria degli ospiti per 111-85. Stephen Curry ha scritto un’altra pagina di storia diventando il 20° miglior realizzatore di sempre nella NBA, superando John Havlicek con 26.396 punti. È stata anche la prima vittoria dei Warriors (26-19) dopo la fine anticipata della stagione di Jimmy Butler.
Nonostante il successo, il clima sugli spalti è stato particolare, come ha raccontato coach Steve Kerr: “L’atmosfera era stranissima, uno dei match più tristi che abbia mai vissuto. Si percepiva il peso di quello che la città ha attraversato”. Il match era stato rinviato sabato dopo gravi disordini in città legati a un’operazione federale.

Grande prova anche dei Detroit Pistons, che hanno passeggiato sul parquet dei Sacramento Kings vincendo 139-116. Cade Cunningham ha guidato i suoi con 29 punti, 5 rimbalzi e 11 assist, in una prestazione corale che ha visto otto giocatori in doppia cifra. Detroit (33-11) consolida così il primato a Est davanti a Boston Celtics e Raptors, mentre Sacramento (12-35) resta penultimo a Ovest, in piena crisi.

Completano il quadro della serata le vittorie dei Los Angeles Clippers, che hanno travolto i Brooklyn Nets 126-89, e dei Miami Heat, capaci di espugnare Phoenix per 111-102 grazie anche ai 20 punti di Jaime Jáquez Jr.

Una notte anomala, tra gelo, rinvii e risultati inattesi, che conferma quanto questa stagione NBA continui a sorprendere. 

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