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Notte NBA spettacolare: Tyrese Maxey decide la sfida allo scadere regalando il successo ai Sixers, Dillon Brooks firma il suo record personale con i Suns e Minnesota domina Oklahoma City in un match a senso unico.
Cooper Flagg continua a riscrivere la storia della NBA a soli 19 anni. Il talento dei Dallas Mavericks ha firmato una prestazione clamorosa da 49 punti, superando i record giovanili di LeBron James e stabilendo la miglior prova realizzativa di sempre per un giocatore adolescente nella lega. Una notte memorabile, anche se macchiata dalla sconfitta finale contro i Charlotte Hornets (121-123), guidati da un altro rookie in stato di grazia: Kon Knueppel.
A quasi un anno dal traumatico addio di Luka Dončić, Dallas sembra aver trovato il suo nuovo volto simbolo. Cooper Flagg, prima scelta assoluta al Draft, si è caricato i Mavericks sulle spalle con una prova offensiva impressionante: 49 punti, 10 rimbalzi, 20/29 dal campo e 3/5 da tre. Numeri che gli permettono di superare il massimo realizzativo di LeBron James a 19 anni, fermo a quota 43, e di prendersi il primato assoluto per un adolescente in NBA, battendo i 45 punti segnati da Cliff Robinson nel 1980.
Il dato assume ancora più peso considerando l’età: Flagg ha compiuto 19 anni da poco più di un mese ed è quindi nettamente più giovane rispetto a molti dei precedenti recordman.
La serata è stata però anche quella di Kon Knueppel, scelto alla numero 4 dello stesso Draft e principale rivale di Flagg nella corsa al premio di Rookie dell’Anno. L’esterno degli Hornets ha risposto colpo su colpo, chiudendo con 34 punti e una prestazione micidiale dal perimetro: 8/12 da tre e 10/16 complessivo al tiro.
Il duello tra i due, amici e compagni ai tempi di Duke, ha acceso la partita dall’inizio alla fine. Dopo una lunga chiacchierata pre-gara, sul parquet non ci sono stati sconti: Knueppel ha colpito nei momenti decisivi, trascinando Charlotte alla vittoria e spegnendo la festa del pubblico di Dallas.
Nonostante il ko, la prestazione di Flagg conferma la sua dimensione da giocatore generazionale. Alto 2,06 metri, con un fisico e una versatilità che richiamano inevitabilmente il paragone con LeBron James, l’ala dei Mavericks è già diventata il punto di riferimento di una squadra in difficoltà, attualmente fuori dalla zona playoff e ancora alle prese con l’assenza di Anthony Davis.
Dopo l’addio di Dončić, Dallas guarda al futuro puntando tutto su Cooper Flagg. E notti come questa, record alla mano, fanno capire perché in Texas abbiano già smesso di guardarsi indietro.
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