Napoli si prepara a una nuova stretta sugli affitti brevi e sulle strutture ricettive nel centro storico. La proposta di regolamento collegata alla variante urbanistica per la salvaguardia dell’offerta abitativa è arrivata al Consiglio comunale e punta a tutelare la residenzialità ordinaria nelle aree maggiormente interessate dalla pressione turistica. L’obiettivo dell’amministrazione guidata dal sindaco Gaetano Manfredi è trovare un equilibrio tra sviluppo turistico e diritto all’abitare.
Il punto centrale della proposta riguarda l’introduzione, in prima applicazione, di una soglia minima del 70% di residenzialità. La misura interessa l’area individuata dalla variante urbanistica e punta a garantire una quota prevalente di superficie destinata alla residenza ordinaria e stabile.
Il restante 30% potrà essere destinato alle altre forme comprese nella categoria funzionale residenziale, tra cui quelle legate all’offerta turistica ed extralberghiera, secondo le condizioni previste dalla disciplina. La soglia, quindi, non va letta semplicemente come un limite numerico applicato indistintamente a ogni singolo appartamento, ma come una regola urbanistica riferita alla superficie residenziale nell’area individuata dagli strumenti comunali.
La misura nasce dalla necessità di contrastare il progressivo assottigliamento dell’offerta abitativa ordinaria nel centro storico di Napoli. Il Comune ha evidenziato come la crescita degli affitti brevi e delle strutture extralberghiere abbia modificato gli equilibri tra residenza stabile e ospitalità turistica.
La variante era stata adottata dalla Giunta comunale con la delibera n. 637 del 19 dicembre 2025 e successivamente è stata oggetto di osservazioni e controdeduzioni. Con la proposta arrivata al Consiglio comunale si entra quindi in una fase decisiva dell’iter amministrativo.
Il provvedimento interviene sui cambi di destinazione d’uso all’interno della categoria funzionale residenziale. La finalità è impedire che la progressiva trasformazione di immobili destinati alla residenza stabile riduca ulteriormente lo spazio disponibile per famiglie, studenti e residenti.
La disciplina individua una specifica area di salvaguardia nel centro storico, definita attraverso gli strumenti urbanistici comunali. Non tutto il territorio cittadino sarà quindi interessato allo stesso modo dalla nuova regolamentazione. L’area è stata individuata sulla base dell’incrocio tra la zona A del Prg e la buffer zone del sito UNESCO, tenendo conto della pressione turistica e del rapporto tra patrimonio abitativo e popolazione residente.
La proposta di approvazione della variante è stata formalmente trasmessa al Consiglio comunale. L’atto prevede l’approvazione della variante urbanistica già adottata dalla Giunta e la definizione delle condizioni per i cambi di destinazione d’uso nella categoria funzionale “residenziale”.
Si tratta dunque di un passaggio decisivo: l’obiettivo dell’amministrazione è introdurre uno strumento urbanistico stabile per governare il rapporto tra residenza e turismo nel cuore della città, in un momento in cui il tema degli affitti brevi è al centro del dibattito politico e sociale.
La proposta rappresenta uno dei principali interventi messi in campo dal Comune di Napoli per affrontare il fenomeno della turistificazione del centro storico. L’amministrazione punta a evitare che la crescita dell’offerta turistica finisca per compromettere la presenza dei residenti e l’equilibrio sociale dei quartieri storici.
La soglia del 70% di residenzialità ordinaria è stata concepita proprio con questa finalità. Gli atti comunali spiegano infatti che il valore deriva dall’analisi dello stock abitativo e dei dati demografici, con l’obiettivo di garantire una quantità di superficie sufficiente a mantenere l’attuale presenza dei residenti.
La partita ora si sposta in Consiglio comunale. Se la proposta sarà approvata, Napoli avrà una disciplina urbanistica specifica per salvaguardare la residenzialità nel centro storico, introducendo condizioni più stringenti per i cambi di destinazione d’uso e ponendo un limite alla progressiva espansione dell’offerta turistica nelle aree individuate.
Un provvedimento destinato quindi ad avere conseguenze sul futuro del centro storico, sul mercato degli affitti e sull’equilibrio tra residenti e turismo.
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