Napoli, protesta contro l’aumento del pedaggio sulla Tangenziale

Manifestazione organizzata da Europa Verde contro l'aumento del pedaggio della Tangenziale di Napoli, con la partecipazione di Ranaples.

A partire dal 1° gennaio 2026, il pedaggio della Tangenziale di Napoli è aumentato di 5 centesimi, passando da 1 euro a 1,05 euro. Questo incremento ha suscitato immediate proteste tra gli automobilisti, che hanno segnalato lunghe code ai caselli e disagi nelle operazioni di pagamento. La Tangenziale di Napoli rimane l’unica tangenziale urbana a pagamento in Europa, una situazione che continua a generare malcontento tra i cittadini.

Manifestazione di protesta organizzata da Europa Verde

In risposta all’aumento del pedaggio, Europa Verde ha annunciato una manifestazione di protesta per lunedì 5 gennaio 2026. Il raduno è previsto alle ore 10:15 presso la parrocchia di San Paolo Apostolo, al Parco San Paolo di Fuorigrotta. Il corteo proseguirà verso gli uffici direzionali della società Tangenziale Spa e terminerà al casello di Agnano, dove i partecipanti pagheranno il pedaggio utilizzando esclusivamente monete da 5 centesimi. Francesco Emilio Borrelli, deputato, e Carlo Ceparano, consigliere regionale, hanno dichiarato: “Dopo decenni in cui gli utili incassati da questa società sono stati tutti spostati nelle casse del Nord, chiediamo una volta e per tutte che questa ingiustizia abbia fine”. 

Partecipazione di Ranaples alla protesta

Alla manifestazione parteciperà anche Ranaples, noto come “l’uomo rana”. La sua presenza mira a sensibilizzare ulteriormente l’opinione pubblica sull’aumento del pedaggio e sulle problematiche legate alla gestione della Tangenziale di Napoli. Ranaples ha dichiarato: “È inaccettabile che i napoletani siano gli unici in Europa a pagare un pedaggio per spostarsi all’interno della propria città”.

Contesto normativo e decisioni della Corte Costituzionale

L’aumento del pedaggio è stato determinato dal ricorso dei concessionari delle autostrade alla Corte Costituzionale, che hanno richiesto l’adeguamento delle tariffe in assenza di un piano governativo. La Corte ha stabilito un adeguamento tariffario dell’1,5%, pari all’indice di inflazione programmata per l’anno 2026. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha espresso delusione per questa decisione, sottolineando che la sentenza ha vanificato gli sforzi del ministro Matteo Salvini e del governo di congelare le tariffe fino alla definizione dei nuovi piani economico-finanziari.

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