Napoli, Meluso su Italiano: “È pronto per una big che lotti per lo Scudetto”

Mauro Meluso ha parlato ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli del futuro del Napoli, analizzando possibili allenatori e la costruzione di una squadra forte e versatile, pronta a lottare ai massimi livelli.

Nel corso di un intervento a Radio Goal su Radio Kiss Kiss Napoli, l’ex direttore sportivo del Napoli Mauro Meluso ha affrontato il tema legato al futuro della panchina azzurra, soffermandosi in particolare sul profilo di Vincenzo Italiano. Intervistato dal direttore Valter De Maggio, Meluso ha spiegato come il tecnico siciliano sia da tempo nei pensieri del presidente Aurelio De Laurentiis.

“Assolutamente sì”, ha dichiarato Meluso parlando dell’interesse del patron azzurro. “È un allenatore destinato a un grosso club. Non che il Bologna e la Fiorentina non lo siano ma oggi lo vedo pronto per una squadra che possa lottare per lo Scudetto perché ha idee innovative, è un coraggioso, un siciliano combattente”.

Meluso ha poi raccontato un episodio avvenuto ai tempi dello Spezia, quando Italiano guidava la squadra ligure nella sfida disputata al Maradona.

“Giocammo al Maradona e finita la partita, proprio il presidente De Laurentiis venne da me perché voleva salutare italiano, io lo portai a salutare Vincenzo e fu una bella mossa del presidente, nonostante la sconfitta che bruciava. E quella per noi rappresentò il primo mattone di una salvezza inaspettata e insperata da parte tutti”.

“Avrei fatto di tutto per portarlo”

Nel dialogo con Valter De Maggio, Meluso ha anche spiegato che avrebbe cercato di portare Italiano a Napoli già nel periodo successivo all’addio di Luciano Spalletti e Cristiano Giuntoli.

L’ex direttore sportivo ha poi aggiunto un dettaglio importante sul passato recente dell’allenatore:

“E credo che lui, che Italiano sia un allenatore pronto per una big, so per certo che ha avuto dei contatti con Milan nel passato ed è stato a un passo, ma non se l’era sentita di cambiare club l’anno scorso”.

I problemi della stagione post Scudetto

Meluso è tornato anche sull’annata complicata vissuta dal Napoli dopo la conquista del tricolore, spiegando che le difficoltà non erano legate soltanto alla guida tecnica.

“E’ stata una stagione molto complicata e molto particolare, c’erano tanti problemi. Non è che voglio fare il diplomatico, ma Garcia era un ottimo allenatore, lo stesso Mazzarri, sappiamo tutti chi è, per non parlare di Calzona”.

Poi il passaggio sui problemi interni allo spogliatoio:

“Assolutamente, però era stata una stagione particolare avevamo tanti problemi. C’erano molti, purtroppo calciatori scontenti e questo ha fatto sì insomma che ci avessimo una stagione così complicata e travagliata”.

Il ruolo decisivo della società

Per Meluso, il peso della società resta determinante nella riuscita di qualsiasi progetto tecnico. L’ex ds azzurro ha insistito soprattutto sulla necessità di creare stabilità e regole precise.

“E’ il club che determina tutto. Il club deve essere coerente con tutti e dettare regole alle quali tutti si devono attenere, perché quando manca quello e si sostituisce qualcun altro per far rispettare regole o per avere un filo conduttore unico, non va bene, è il club che deve farlo”.

Meluso ha poi spiegato nel dettaglio perché il tecnico potrebbe valorizzare al massimo la rosa azzurra:

“Per Vincenzo Italiano sicuramente questo organico sarebbe come un vestito cucito alla perfezione per quelli che sono i suoi dettami, per il suo credo calcistico”.

Un organico di primo livello adatto al gioco di Italiano

Tra i giocatori che potrebbero beneficiare maggiormente dell’eventuale arrivo di Italiano, Meluso individua Kevin De Bruyne.

“Probabilmente io, Gilmour e Lobotka sono più bravi se giocano con un centrocampo a tre. Però alla fine sono grandi giocatori che si adattano. L’organico è di primo livello, non dobbiamo dimenticarci lo sforzo anche economico che il Napoli ha fatto negli ultimi anni. Italiano gioca un calcio propositivo, un calcio votato all’offensiva. Cerca di giocare nella tre quarti avversaria, di avere il predominio della gara sempre, e ci sono giocatori adattissimi”.

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