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Valter De Maggio ha parlato a Radio Goal delle polemiche per il gol di De Bruyne contro il Genoa, chiarendo la linea arbitrale e riferendo quanto confermato dai vertici dell’AIA.
Ivan Zazzaroni è intervenuto su Radio Kiss Kiss Napoli nel consueto appuntamento del lunedì con “Zazza Goal”. Il direttore del Corriere dello Sport ha analizzato la vittoria del Napoli sul campo del Genoa, soffermandosi soprattutto sul piano gara preparato da Massimiliano Allegri, sulla gestione dei momenti della partita e sull’impatto dei calciatori entrati dalla panchina. Tra questi, una menzione particolare è andata a Vergara, giudicato il più incisivo dei subentrati.
Uno dei temi principali dell’analisi è stato l’atteggiamento scelto dal Napoli nella prima parte della gara. Gli azzurri hanno contenuto la pressione iniziale del Genoa, aspettando che l’intensità dei padroni di casa diminuisse per provare a colpire nella ripresa.
Secondo Zazzaroni, non si è trattato di uno sviluppo casuale. Allegri aveva preparato la partita proprio immaginando uno scenario di questo tipo e lo aveva anticipato alla squadra.
«Quelle cose che tu hai detto lui le ha dette prima della partita ai suoi giocatori. Ha detto: “Stiamo ordinati nel primo tempo, non diamogli possibilità di andare in porta, belli ordinati difensivamente. Nel secondo ne facciamo due o tre”.
Per Zazzaroni, la capacità di Allegri di leggere in anticipo lo sviluppo della partita ha un peso che va oltre il singolo risultato. Vedere concretizzarsi quanto spiegato dall’allenatore prima di scendere in campo può infatti rafforzare la fiducia del gruppo nelle sue indicazioni.
«Quando un allenatore ti descrive quello che accadrà nella partita e le cose succedono, aggiunge credibilità. Cioè il calciatore è molto sensibile a queste cose. Quando vede che un allenatore, che ha grandissima esperienza, ti descrive esattamente quello che accadrà e questo si realizza, il calciatore ci crede di più».
Una lettura che Zazzaroni lega quindi all’esperienza di Allegri e alla capacità del tecnico di preparare la squadra non soltanto dal punto di vista tattico, ma anche rispetto ai diversi momenti che una partita può attraversare.
La svolta della partita è arrivata anche attraverso le sostituzioni. Allegri ha inserito, tra gli altri, De Bruyne, Vergara e Noa Lang, trovando nuove soluzioni nella fase decisiva della gara. Alla domanda del direttore De Maggio se fosse corretto attribuire al tecnico il merito di aver vinto la partita dalla panchina, Zazzaroni ha però invitato a non ridurre l’analisi a una formula troppo semplice.
«No, diciamo che è una semplificazione. Però sai come fanno gli allenatori: loro “sbagliano” la formazione iniziale quando mettono altri giocatori, i sostituti, che poi segnano e determinano. In effetti è quello che è accaduto: se faceva gol anche Lang era il triplete, no?».
Tra i cambi effettuati da Allegri, quello che ha maggiormente impressionato Zazzaroni è stato però Vergara. Il suo ingresso ha dato al Napoli maggiore vivacità e capacità di accelerare negli ultimi metri.
«Quello che è entrato meglio è Vergara, secondo me, anche perché Politano l’ho visto ancora un po’ ‘impallatino’. E Politano, sai quanto è importante per il Napoli».
Il confronto con Politano non ridimensiona l’importanza dell’esterno per gli azzurri, ma serve a Zazzaroni per evidenziare quanto sia stato immediato l’impatto di Vergara sulla partita.
«Quando è entrato Vergara ha dato quegli strappi, come direbbe Spalletti: ‘Ha fatto uno shock temporale’».
Il successo di Genova, nella lettura di Zazzaroni, passa dunque dalla gestione iniziale della pressione avversaria e dalla capacità di Allegri di intervenire nel momento giusto. Una partita nella quale la panchina ha offerto risposte importanti, con Vergara capace di incidere immediatamente e di guadagnarsi un ruolo da protagonista nell’analisi del dopo gara.
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