Massimo Moratti: “Non mi è piaciuto come Inzaghi ha lasciato l’Inter. Conte? Un fenomeno”

Massimo Moratti, ex presidente dell'Inter, interviene a Radio Kiss Kiss Napoli per parlare della corsa scudetto, della scelta degli allenatori e dei giovani talenti che lo affascinano nel calcio europeo.

Massimo Moratti è intervenuto ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli durante la trasmissione Ragio Goal. Nel corso della puntata, Moratti, intervistato dal direttore Valter De Maggio, ha condiviso le sue opinioni sulla lotta scudetto, sulle scelte degli allenatori e sui giovani talenti che stanno emergendo nel panorama calcistico europeo. Le sue parole hanno offerto spunti interessanti sia per i tifosi nerazzurri che per gli appassionati di calcio in generale.

Serie A: una corsa a tre fino alla fine

Moratti ha esordito parlando della situazione attuale del campionato di Serie A, sottolineando come la lotta per il titolo sia ancora apertissima. Secondo l’ex presidente dell’Inter, la corsa scudetto coinvolgerà fino all’ultimo Inter, Napoli e Milan, ciascuna con le proprie peculiarità. Moratti ha dichiarato:

«L’Inter dà decisamente l’impressione di migliorare la propria forma e che Chivu stia facendo bene. Il Napoli ha questo fenomeno di allenatore che lo mette sempre in condizione di riuscire. E il Milan? Il Milan ha l’esperienza di Allegri che, devo dire, mette in condizione di ottenere risultati che nessuno si aspetta. Quindi, per tre caratteristiche diverse, la corsa è fino alla fine.»

Allenatori: scelte difficili e ricordi del passato

Durante la trasmissione, Moratti è stato sollecitato a esprimere un parere sulle scelte degli allenatori, in particolare su chi avrebbe scelto per la sua Inter tra Conte, Chivu e Allegri. Moratti ha ricordato con una punta di amarezza l’addio di Inzaghi:

«Quando è andato via Inzaghi — ed è andato via male, se posso dare un giudizio — se n’è andato una settimana prima che giocassimo la Coppa dei Campioni. Si era già messo d’accordo con un’altra squadra: non era la cosa più bella del mondo. Soprattutto perché poi abbiamo perso la Coppa dei Campioni. Se te ne vai e poi la vinci, è un conto; ma se te ne vai e poi la perdi, sei proprio andato via male.»

Paragonando la situazione a quella di Mourinho, Moratti ha sottolineato come il portoghese lasciò l’Inter solo dopo aver vinto tutto. Sulla scelta dell’allenatore, Moratti ha ammesso:

«Mi sarei affidato ancora a Conte, forse, piuttosto che a un allenatore più anziano. Invece la scelta di Chivu è stata una scelta molto intelligente, coraggiosa ma intelligente, perché Chivu è sinceramente molto bravo»

Ha poi aggiunto che spesso le scelte non sono semplici e che non sempre si riesce a prendere il tecnico desiderato. Infine, Moratti ha espresso la sua opinione sul VAR, affermando che «devono abituarsi a usarlo al meglio» e che non bisogna affidarsi totalmente alla tecnologia, per non togliere personalità agli arbitri.

I talenti che affascinano Moratti: da Modric a Nico Paz

Nel finale dell’intervista, Moratti ha risposto a una domanda sul suo gusto estetico e sui giocatori che oggi lo affascinano. L’ex presidente nerazzurro ha citato Luka Modric come esempio di classe e piacere nel vederlo giocare:

«C’è Modric che, pur non essendo un giocatore anziano, è un piacere da vedere: il modo in cui si muove in campo è bellissimo.»

Tra i giovani, Moratti ha espresso particolare apprezzamento per Nico Paz, talento del Como:

«Paz è un grande talento, sinceramente. È sorprendente perché riesce a fare gol da situazioni che non ti immagini. Quindi devo dire che è forse il giocatore che sorprende di più e che fa sognare di più.»

Le sue parole confermano l’attenzione di Moratti verso i nuovi talenti e la sua passione per il calcio di qualità, capace di regalare emozioni e sorprese anche ai più esperti del settore.

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