Marco Amelia su Allegri al Napoli: “È la persona giusta per il dopo Conte”

L'ex portiere Marco Amelia racconta ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli la sua esperienza con Massimiliano Allegri, sottolineando le qualità umane e tecniche dell'allenatore.

Su Radio Kiss Kiss Napoli, Marco Amelia ha condiviso la sua esperienza personale con Massimiliano Allegri, attuale allenatore molto discusso nel panorama calcistico italiano. L’intervista ha offerto spunti interessanti sulla gestione dello spogliatoio e sul ruolo dei portieri nel calcio moderno.

Allegri e la gestione dello spogliatoio: il racconto di Amelia

Marco Amelia ha raccontato come Massimiliano Allegri sia stato capace di inserirsi in un gruppo già forte come quello del Milan dei suoi tempi, senza stravolgere gli equilibri ma valorizzando le qualità dei singoli. “Dal punto di vista di gestione non ha dovuto fare molto perché quello era un gruppo che sapeva muoversi in maniera autonoma, che aveva alle spalle una società ben strutturata e organizzata e lui ha saputo entrare in quel gruppo che era un gruppo forte nei modi giusti”, ha spiegato Amelia. L’ex portiere ha sottolineato come Allegri abbia saputo adattarsi anche ai cambiamenti successivi, sia al Milan che poi alla Juventus, dove ha ottenuto risultati importanti, tra cui due finali di Champions League. Secondo Amelia, spesso ci si dimentica della difficoltà di arrivare a certi traguardi e si tende a giudicare solo in base ai risultati più recenti. “Arrivare in finale di Champions non è semplice e Max ci è arrivato”, ha ricordato.

Il ruolo del portiere secondo Allegri: tra parate e costruzione dal basso

Un altro tema affrontato da Marco Amelia riguarda la tendenza moderna di coinvolgere sempre di più i portieri nella costruzione del gioco dal basso. L’ex portiere ha spiegato che, secondo la sua esperienza con Allegri, il tecnico non ha mai richiesto ai suoi portieri di rischiare troppo con i piedi. “Il portiere deve saper parare. Poi secondo me si sta andando un po’ troppo all’eccesso con questa costruzionecostruzione dal basso dove il portiere deve rischiare le giocate”, ha dichiarato. Amelia ha raccontato un aneddoto dei tempi del Milan, quando giocava con Thiago Silva: il difensore brasiliano preferiva non buttare via il pallone e coinvolgeva il portiere solo per mantenere il possesso, ma senza forzare giocate rischiose. “Allegri non è uno di quelli che forza tanto questa costruzione con il gioco del portiere. Sicuramente il portiere deve far parte del gioco, ma deve essere di supporto e d’aiuto al momento giusto”, ha aggiunto. Secondo Amelia, Allegri cerca nei suoi giocatori la capacità di gestire il pallone in modo rapido e intelligente, ma senza mettere in difficoltà la squadra con rischi inutili.

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