Luca Abete è stato ospite di Enzo e Mario su Radio Kiss Kiss Napoli per raccontare la dodicesima edizione del suo tour motivazionale “#NonCiFermaNessuno”. Il tour, che attraversa le università italiane, si propone di offrire ai giovani un momento di confronto autentico, lontano dai soliti cliché e dalle risposte automatiche. Durante l’intervista, Abete ha condiviso storie di coraggio e riflessioni sull’importanza di parlare davvero di come si sta, senza nascondersi dietro risposte di circostanza.
Luca Abete ha spiegato il senso profondo del suo tour, giunto ormai alla dodicesima edizione. “#NonCiFermaNessuno” non vuole essere una semplice lezione di vita, ma un’occasione di aggregazione e confronto senza filtri tra studenti. Abete ha sottolineato come spesso si tenda a pensare che i giovani siano tutti in difficoltà o depressi, ma la realtà è ben diversa: “I ragazzi hanno tante cose da raccontare, lo fanno con grande energia e dignità”. Il tour, che ha appena fatto tappa all’Università degli Studi di Napoli Parthenope, coinvolge attivamente gli studenti anche nell’organizzazione e nella comunicazione degli eventi, affidando a 15 giovani il laboratorio dei linguaggi della comunicazione. Questo approccio permette di parlare ai ragazzi con i loro stessi linguaggi, rendendo il messaggio più efficace e vicino alle loro esigenze.
Uno dei temi centrali di questa edizione è il claim “Dimmi davvero come stai?”, che invita a superare la risposta automatica “bene, grazie” per favorire un dialogo più sincero. Abete ha raccontato come questa riflessione abbia avuto grande riscontro sui media, sottolineando l’importanza di non omologarsi ai cliché imposti dalle pressioni esterne, come i social network o le aspettative della società. “Dobbiamo cominciare a parlare davvero di come stiamo, togliere di mezzo il bene grazie automatico e capire veramente come vanno le cose”, ha dichiarato Abete. Durante la tappa di Napoli, è stato consegnato il premio “NonCiFermaNessuno” al fratello di Sara Campanella, studentessa dell’Università di Messina vittima di femminicidio. Il premio è stato un simbolo di resilienza e di impegno nella sensibilizzazione sui segnali di pericolo nelle relazioni, un tema che Abete ha voluto ribadire come fondamentale per i giovani.
Nel corso dell’intervista, si è affrontato anche il tema dell’intelligenza artificiale e delle nuove dipendenze digitali, a partire dalla notizia di una ventenne in cura per dipendenza da IA, il primo caso in Italia. Abete ha invitato a non demonizzare questi strumenti, ricordando come in passato si parlasse di dipendenza da televisione o videogiochi. “Gli strumenti devono rimanere tali, non devono monopolizzare il nostro flusso di azioni”, ha spiegato, sottolineando che il problema non è lo strumento in sé, ma l’uso che se ne fa. I social network e l’intelligenza artificiale possono offrire opportunità utili e sane, se utilizzati con consapevolezza. Il messaggio di Abete ai giovani è chiaro: imparare a dare il giusto valore agli strumenti digitali e usarli come mezzi, non come fini.
La settima data del tour “#NonCiFermaNessuno” 2026 farà tappa a Reggio Calabria il 20 maggio con un nuovo appuntamento dedicato al confronto tra giovani, esperienze e futuro. Al centro dell’incontro ci saranno storie di ostacoli, sogni, cadute e ripartenze, con studenti e studentesse protagonisti del dialogo che darà vita anche al podcast “Va tutto bene. Anzi no”. Durante le circa due ore dell’evento si parlerà inoltre di ambiente, attraverso una campagna anti-littering, e di opportunità legate all’Erasmus+, coinvolgendo direttamente i giovani nel Laboratorio dei Linguaggi della Comunicazione Giovanile diretto da Luca Abete.
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