Lozano: “Quando mi infortunai contro il Trinidad ho rischiato di morire”

Hirving Lozano, attaccante esterno del Napoli, si è raccontato con una lunga lettera pubblicata The Players Tribune in vista del Mondiale durante il quale indosserà ovviamente la maglia del Messico. “So bene che alle persone piace parlare della maledizione de el quinto partido – la quinta partita della Coppa del Mondo – e della pressione sul Messico, ma sinceramente non me ne importa proprio nulla. Non mi interessa la superstizione. Concentriamoci sul presente, non sulla storia e pensiamo a gestire una partita alla volta. Prima partita, seconda partita, terza… e poi, si spera, il resto fino alla quinta partita e oltre”.

“Sappiamo cosa serve per arrivare negli ultimi 32. Abbiamo lottato molto per essere qui. Non possiamo dare nulla per scontato. Quando arriva la Coppa del Mondo i nostri tifosi sono lì a riempire gli stadi e le strade con la nostra passione e i nostri colori. Forse – spiega – altri pensano che le qualificazioni CONCACAF siano facili per una squadra come il Messico, ma lasciatemi dire che non sono uno scherzo”.

Poi ha parlato del suo infortunio che poteva rivelarsi drammatico: “Provate ad andare al nord, in Canada, come noi a novembre, e giocare a -23°C, con il campo ghiacciato, come se fosse cemento. Non ho mai avuto così tanto freddo in vita mia! Quella sera a Edmonton avevano ribattezzato lo stadio “Ghiaccioteca”! Inoltre c’è stata la Gold Cup dell’anno scorso. Vi ricordate quando sono andato a sbattere contro il ginocchio del portiere di Trinidad e Tobago? Il mio collo è ruotato di 180 gradi, la mia spina dorsale è rimasta danneggiata e il mio occhio è esploso. Ho avuto molta paura. Ho pianto molto. Ho temuto per la mia vita, sono sincero. Grazie al chirurgo, sono rimasto fuori per soli tre mesi, ma molti medici mi hanno detto che è stato miracolo che sia sopravvissuto, per non parlare del fatto che sia riuscito a tornare in campo così rapidamente”

Poi è tornato a parlare delle qualificazioni: “Chiunque pensi che abbiamo vita facile dovrebbe andare a giocare in trasferta a Panama, con razzi e fuochi d’artificio che esplodono tutta la notte fuori dalla finestra dell’hotel. I tifosi distruggono il pullman della squadra con bottiglie, sassi, monete e tutto ciò che può essere lanciato. Una volta a Panama hanno spento i riflettori a metà partita, solo per prenderci in giro, e poi li hanno lasciati spenti per 30 minuti, per cercare di rovinarci il ritmo”.

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