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Dopo il caos in finale di Coppa d’Africa, Pape Thiaw chiede scusa ma riaccende la polemica sul ritiro dal campo, mentre emerge il ruolo decisivo di Sadio Mané nel riportare il Senegal a giocare.
La Confederazione Africana di Calcio (CAF) ha condannato ufficialmente il “comportamento inaccettabile” verificatosi durante la finale di Coppa d’Africa disputata domenica a Rabat tra Marocco e Senegal. In un comunicato diffuso lunedì, l’organo di governo del calcio africano ha espresso la propria ferma contrarietà agli episodi che hanno macchiato l’atto conclusivo del torneo.
Pur senza citare esplicitamente la delegazione senegalese, la CAF fa riferimento agli eventi avvenuti nel finale dei tempi regolamentari, quando l’arbitro congolese Ndala Ngambo ha assegnato un rigore al Marocco al 95’. In segno di protesta, il commissario tecnico del Senegal, Pape Thiaw, ha ordinato ai suoi giocatori di abbandonare il terreno di gioco, provocando una sospensione della partita durata oltre dieci minuti.
Dopo una lunga interruzione e il ritorno in campo delle squadre, il Marocco ha fallito il calcio di rigore con Brahim Díaz. La partita è poi proseguita fino ai tempi supplementari, dove il Senegal ha trovato il gol decisivo, imponendosi per 1-0 e conquistando il suo secondo titolo continentale.
Durante la sospensione del gioco, la situazione si è fatta tesa anche sugli spalti. Decine di tifosi senegalesi hanno tentato di invadere il campo, ma l’intervento degli steward e dell’organizzazione ha evitato conseguenze più gravi, ristabilendo l’ordine prima della ripresa dell’incontro.
Nel suo comunicato, la CAF ha respinto “con fermezza” qualsiasi comportamento inappropriato, in particolare quello rivolto contro la squadra arbitrale o contro gli organizzatori dell’evento. L’istituzione ha ribadito la necessità di tutelare l’immagine del calcio africano e il rispetto delle regole in ogni circostanza.
La Confederazione Africana di Calcio ha infine annunciato di aver avviato l’analisi di tutte le immagini e dei rapporti relativi agli incidenti, con l’obiettivo di deferire il caso agli organi competenti. Al termine dell’istruttoria, ha assicurato la CAF, verranno adottate “le misure adeguate” nei confronti dei responsabili.
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