Insigne, tu vuò fà l’americano?

Puorte ‘na maglia cu nu stemma annanz, Lorenzo. Una maglia importante, gloriosa, della quale oggi sei il capitano. E uno stemma di semplice identificazione: “N“. Ma veramente vuò fa l’americano? Raccontano di un pranzo, in uno dei salotti più belli della nostra Napoli, con un importante operatore di mercato. Uno che, in passato, ha già portato negli States un calciatore. Si tratta di Andrea D’Amico, che trasferì Sebastian Giovinco al Toronto Fc (e dunque in Canada, ma il club in questione gioca in Major League Soccer).

Al tavolo, uno dei massimi esponenti del calcio USA, Lino di Cuollo, vice presidente della MLS. Ancora da verificare un’indiscrezione, che tale resterà: il pranzo, sembra, sia stato addirittura offerto da un agente napoletano (anche il procuratore di Insigne, lo è: sarà lui?). Ma si tratta di miti, leggende. Il fatto: nel cuore di Napoli c’è stato il gotha del “soccer”. E’ normale che un calciatore forte come Insigne, in scadenza il prossimo giugno, possa attrarre l’attenzione di club del nostro continente (Inter) ma anche di un intero movimento calcistico in continua espansione come quello statunitense.

Lorenzo strapperà l’ultimo, importante contratto della sua carriera. Il Napoli, per ragioni economico-finanziarie, non può andare oltre certe cifre. Entrambe le posizioni restano legittime. E quanto prima potrà esserci un nuovo incontro tra le parti. Ma, Lorenzo, quando siederai al tavolo delle trattative, “comme te po’ capi’ chi te vo’ bene si tu le parle miezo americano?” E’ giusto, ribadisco, fare calcoli sull’ultimo contratto oneroso che firmerai. E l’America potrebbe rappresentare, da questo punto di vista, l’uovo di Colombo… Ma si’ nato in Italy! Sient’ a mme, nun ce sta niente ‘a fa’. Ok, napulitan. Qui sei a casa e, tutto sommato, potrai avere ancora grandi soddisfazioni ambientali, economiche e sportive. Ma davvero tu vuo’ fa’ l’americano?

di Diego De Luca

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