Sconfitta in terra inglese per l'Italia di Luciano Spalletti che cede 3-1 all'Inghilterra dopo l'illusione del gol di Scamacca
LONDON, ENGLAND – OCTOBER 17: Jude Bellingham of England is fouled by Giovanni Di Lorenzo of Italy for a penalty during the UEFA EURO 2024 European qualifier match between England and Italy at Wembley Stadium on October 17, 2023 in London, England. (Photo by James Gill – Danehouse/Getty Images)
Sconfitta in terra inglese per l’Italia di Luciano Spalletti che, a Wembley, cade 3-1 in casa dell’Inghilterra perdendo anche il secondo posto del girone di qualificazione europea, complice la vittoria dell’Ucraina a Malta. Non sarà la rivincita della finale di Euro 2020, ma per l’Inghilterra del calcio questo successo sull’Italia, peraltro prevedibile visti i nomi dei giocatori in campo, vuol dire comunque molto. In primis la qualificazione matematica al torneo continentale del prossimo anno in Germania, e poi la conferma di una superiorità che comunque è apparsa chiara soltanto nel secondo tempo. Infatti nei primi 45′ gli azzurri avevano giocato alla pari, senza alcun timore proprio come aveva chiesto loro Luciano Spalletti, e alla fine la differenza l’ha fatta la maggior classe delle stelle inglesi. Primo fra tutti Jude Bellingham, ventenne dal talento purissimo, che prima, sullo 0-1 a favore dell’Italia, ha procurato il rigore del pari (fuori tempo l’intervento su di lui da parte di Di Lorenzo), trasformato dal solito Harry Kane, poi con una magia a centrocampo ha inventato l’assist vincente per Rashford, attaccante famoso anche per le sue attività benefiche, che ha inventato una conclusione su cui Donnarumma ha potuto fare poco o niente. Meritatissima, quindi, per Bellingham la standing ovation che ha avuto al momento dell’uscita dal campo a un quarto d’ora dalla fine. Terzo gol inglese, nella ripresa, ancora con Kane, che si ‘bevuto’ Bastoni e Scalvini e poi ha infilato Donnarumma. Una rete questa, in contropiede all’italiana, solo che a segnarla sono stati gli avversari. E l’Italia? E’ lontano il ricordo della vittoria a Wembley di 50 anni fa con gol di Capello. La squadra di oggi forse è stata illusa dalla rete iniziale di Scamacca, la sua prima in azzurro, poi mano mano nel corso della partita, e nonostante il gran lavoro di El Shaarawy e Frattesi, la squadra ha perso la capacità di gestire il pallone lasciando campo agli avversari, ed è venuta fuori la maggior ‘cilindrata’ della formazione allenata da Southgate, spinta a gran voce dal pubblico, a parte i fischi per Jordan Henderson, colpevole di aver tradito, andandosene in Arabia Saudita, la causa dei diritti civili di cui è stato paladino. L’Italia era andata in vantaggio alla sua prima vera azione offensiva, nata sulla fascia sinistra e poi rifinita sulla corsia opposta con Di Lorenzo che ha messo al centro un pallone lisciato da Frattesi e spedito in fondo al sacco da Scamacca. Ora gli azzurri, visto il risultato di questa sera e il successo dell’Ucraina contro Malta, avranno l’obbligo di superare l’incubo Macedonia del Nord, proprio la nazionale che sbarrò agli azzurri la strada per i Mondiali in Qatar, e poi giocarsi tutto contro gli ucraini nel match in campo neutro a Leverkusen. Spalletti ha parlato a fine partita di “qualche correzione da trovare” anche per aver subito troppo la forza fisica degli avversari, più aggressivi dei suoi, e ha ragione. Ma servirà anche una maggiore efficacia in avanti, perché non può essere il solo Scamacca la soluzione dei problemi. E questo è un handicap antico che non si riesce a risolvere: del resto, andando a vedere le rose dei vari club, non è facile trovare ‘punteros’ italiani e allora il ct, chiunque sia, deve arrangiarsi con ciò che passa il convento. Ma così il rischio è di fare poca strada.
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