Il calcio piange Evaristo Beccalossi, il ricordo di Bruno Longhi: “Una star del calcio. Scrissi una canzone per lui”

Bruno Longhi ricorda Evaristo Beccalossi ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli, ripercorrendo la carriera e la personalità di uno dei più grandi talenti del calcio italiano. Un omaggio sentito a un campione unico, tra aneddoti, amicizia e momenti indimenticabili.

Il mondo del calcio italiano è in lutto per la scomparsa di Evaristo Beccalossi, uno dei giocatori più amati e talentuosi della sua generazione. Su Radio Kiss Kiss Napoli, Bruno Longhi ha voluto ricordare l’amico e campione, ripercorrendo i momenti più significativi della sua carriera e della loro lunga amicizia.

Evaristo Beccalossi: un talento fuori dal comune

Bruno Longhi ha espresso tutto il suo dolore per la perdita di Evaristo Beccalossi, definendolo “una star del calcio, uno di quei geni appartenenti ad una razza in via d’estinzione, tutto estro e sinistro”. Longhi ha ricordato come Beccalossi fosse nato destro, ma avesse una straordinaria capacità di usare entrambi i piedi, tanto che Sandro Mazzola, dopo averlo visto segnare due gol in amichevole, si chiedeva quale fosse il suo piede preferito. L’incontro tra Longhi e Beccalossi risale al giorno della firma del primo contratto del calciatore, dando inizio a una lunga amicizia che ha coinvolto anche le rispettive famiglie. Longhi ha sottolineato come Beccalossi fosse un giocatore capace di incantare il pubblico con le sue giocate, tanto da essere considerato insostituibile dai tifosi dell’Inter, che lo vedevano come una vera e propria icona.

Momenti indimenticabili e delusioni di una carriera

Nel suo ricordo, Bruno Longhi ha ripercorso alcuni dei momenti più significativi della carriera di Beccalossi. Tra questi, i due gol segnati nel derby dell’anno dello Scudetto dell’Inter nel 1980, che portarono Beppe Viola a coniare la celebre frase: “Mi chiamo Evaristo, scusate se insisto”. Longhi ha anche ricordato la delusione di Beccalossi per non essere stato convocato ai Mondiali, a causa di un’intervista non gradita, e quella legata al mancato proseguimento della sua carriera all’Inter, nonostante le promesse del presidente Pellegrini. Dopo aver segnato un gol memorabile al Napoli, sembrava che Beccalossi dovesse restare a Milano, ma invece fu ceduto alla Sampdoria e poi al Brescia, dove la sua stella iniziò a spegnersi. Longhi ha descritto Beccalossi come una persona intelligente, dotata di grande umorismo e sempre disponibile, qualità che lo hanno reso amato non solo come calciatore, ma anche come uomo.

Un’amicizia oltre il calcio e il ricordo di una generazione

L’intervento di Bruno Longhi a Radio Goal si è concluso con il ricordo di momenti di vita condivisi anche fuori dal campo. Dopo il ritiro dal calcio professionistico, Beccalossi aveva accettato di far parte di una squadra amatoriale insieme ad altri ex calciatori, tra cui Nazzareno Canuti, altro grande amico scomparso prematuramente. Longhi ha raccontato con emozione come, nonostante qualche chilo di troppo, Beccalossi sapesse ancora incantare chi lo vedeva giocare nei campetti di periferia. Un aneddoto familiare ha poi riportato alla memoria l’atmosfera di quegli anni e l’amicizia che legava le loro famiglie: durante una cena, la moglie di Beccalossi chiese al figlio di Longhi, tifoso del Napoli, se fosse contento dell’eventuale arrivo di Evaristo al Napoli, ma il ragazzo rispose che avrebbe fatto la panchina vista la presenza in squadra di Criscimanni. Longhi ha infine confessato di aver scritto una canzone dedicata a Beccalossi, “La ballata del calciatore”, che ogni tanto suona ancora pensando all’amico scomparso. Un omaggio sentito a un campione che avrebbe compiuto 70 anni il 12 maggio, e che resterà per sempre nel cuore di chi lo ha conosciuto e amato.

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