La situazione in casa Manchester City si fa sempre più complicata. Dopo l’ennesimo colpo di sfortuna, Pep Guardiola non ha nascosto tutta la sua preoccupazione per l’ondata di infortuni che sta falcidiando la rosa. Nel pareggio per 1-1 contro il Chelsea, arrivato con un gol subito nei minuti di recupero, i Citizens hanno perso anche Ruben Dias e Josko Gvardiol, costretti ad abbandonare il campo per problemi fisici.
Un doppio stop pesantissimo per la squadra di Guardiola, già alle prese con numerose assenze. Al termine della gara, l’allenatore catalano ha espresso tutto il suo sconforto davanti ai giornalisti: “Vedremo domani le condizioni di Gvardiol, ma non sembra nulla di buono, né per lui né per Ruben”. Parole che fotografano un momento di grande emergenza, soprattutto in un reparto difensivo ormai ridotto all’osso.
Il pareggio contro il Chelsea è stato il secondo consecutivo per il City e ha avuto conseguenze importanti anche in classifica. La squadra ha infatti perso ulteriore terreno nella corsa al titolo, consentendo all’Arsenal di portarsi a +6 dopo 20 giornate di campionato. Un distacco che pesa, soprattutto considerando le difficoltà attuali della rosa.
Guardiola ha poi puntato il dito sulla panchina, simbolo delle difficoltà del momento: “Non ho ancora parlato con il medico, ma se Ruben è uscito è perché ha sentito qualcosa. Avete visto la panchina oggi? C’erano quattro ragazzi del vivaio e adesso probabilmente ne arriveranno altri. Non abbiamo giocatori”. Una constatazione amara, che lascia intuire come nelle prossime settimane possano arrivare diverse promozioni dal settore giovanile.
Nonostante tutto, però, il tecnico di Santpedor ha cercato di trasmettere fiducia all’ambiente. “Dopo quello che è successo la scorsa stagione, se restiamo forti troveremo una soluzione. Se lo spirito è quello giusto, anche noi saremo lì a lottare”, ha concluso Guardiola, appellandosi al carattere e alla resilienza del suo gruppo.
Il Manchester City si trova ora davanti a una sfida cruciale: resistere all’emergenza, stringere i denti e rimanere competitivo, sperando che l’infermeria inizi finalmente a svuotarsi. In caso contrario, il sogno titolo rischia di complicarsi seriamente.