Giuseppe Corrado, presidente del Pisa, è intervenuto ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli soffermandosi soprattutto su Lorenzo Lucca, attaccante che conosce molto bene per averlo avuto proprio in Toscana. Il dirigente ha difeso con decisione il centravanti, invitando l’ambiente azzurro ad avere più pazienza e a non confondere alcuni atteggiamenti con una presunta arroganza caratteriale.
Il giudizio del presidente del Pisa sulle qualità del centravanti è molto netto.
«Io credo che sia un attaccante davvero forte perché ha una grandissima fisicità, si muove come un giocatore alto un metro e ottanta, quindi è anche agile».
Corrado ha sottolineato soprattutto la completezza del suo gioco: «Sa far salire la squadra e sa dare profondità. Forse era questa la sua caratteristica più importante quando è venuto da noi».
Durante l’esperienza a Pisa, Lucca ha ampliato progressivamente il proprio repertorio.
«Col tempo ha imparato anche a difendere palla, a fare reparto ed è migliorato di testa».
Proprio il gioco aereo, nonostante la notevole altezza, inizialmente non rappresentava il suo punto di forza: «Quando è arrivato era forse il suo punto debole, perché saltava poco, approfittando del fatto che era già alto».
Corrado ha poi affrontato uno dei temi più delicati legati alla percezione del giocatore da parte del pubblico.
«È un ragazzo un po’ particolare, per cui questa fisicità a volte lo può far apparire arrogante, ma non è così».
Secondo il presidente del Pisa, alcuni atteggiamenti possono essere fraintesi: «Il pubblico magari lo vede un po’ dinoccolato e si fa delle idee che non corrispondono a quello che lui è caratterialmente».
La situazione vissuta a Napoli è diversa rispetto a quella che Lucca trovò a Pisa.
«Da noi si è inserito facilmente anche col pubblico per un motivo semplicissimo: nelle prime cinque partite fece cinque gol».
Corrado ha ricordato quanto i numeri possano incidere sulla percezione dei tifosi: «Il pubblico tende a giudicare più il risultato e più i gol che non la prestazione».
Corrado ha ammesso di aver percepito qualche perplessità intorno all’attaccante anche nell’ambiente partenopeo.
«Lo vedo anch’io che a Napoli c’è del brusio. Secondo me i tifosi, che vogliono tutti molto bene al Napoli, dovrebbero avere un briciolino più di comprensione e di pazienza col giocatore».
Il dirigente ha poi aggiunto un giudizio personale molto chiaro: «Alla fine è veramente un bravo ragazzo. Io l’ho conosciuto bene».
Alla domanda diretta se Lucca possa essere considerato una testa calda, Corrado ha risposto senza esitazioni.
«Per me è un bravo guaglione, non è una testa calda».
Il presidente ha però riconosciuto che il giocatore possa commettere errori nella gestione di alcuni comportamenti: «A volte, con certi atteggiamenti, arriverei più a giudicarlo uno ‘stupidone’ che una testa calda».
Corrado ha ricostruito anche il percorso di crescita dell’attaccante, partito molto rapidamente.
«Forse ha fatto meno gavetta di quella che avrebbe dovuto fare. Quando è arrivato a Pisa veniva da un campionato fatto bene in Serie C e immediatamente è esploso».
La crescita fu velocissima: «È andato in Under 21, ha fatto quattro partite e quattro gol. Poi noi siamo passati in B e lui aveva tante società di Serie A che lo cercavano».
Tra le diverse possibilità, la scelta ricadde sull’Ajax.
«Tra tutte quelle società abbiamo scelto l’Ajax perché è un club che fa crescere i giovani».
Quell’esperienza, però, non fu semplice: «Un po’ il suo carattere in quell’anno lì lo ha frenato».
Successivamente, però, Lucca è riuscito a rilanciarsi ad Udine, è arrivato in Nazionale e poi il Napoli ha deciso di puntare e investire su di lui.
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