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A Radio Goal confronto con Maurizio De Giovanni e Massimo Giletti sul futuro del Napoli dopo la separazione tra Conte e De Laurentiis, tra analisi sulla gestione del club e una riflessione più ampia sulla crisi del calcio italiano.
Su Radio Kiss Kiss Napoli Gian Piero Ventura ha parlato degli scontri fuori dallo stadio durante il derby di Torino e delle incertezze sulla guida tecnica futura del Napoli. Ventura, intervistato da Walter De Maggio, ha espresso le sue opinioni senza giri di parole, con uno sguardo critico ma costruttivo verso le problematiche del sistema.
Ventura ha commentato gli episodi accaduti durante il derby di Torino, partita iniziata con un’ora di ritardo a causa degli scontri tra tifosi e con un tifoso di 36 anni, operato d’urgenza dopo essere stato colpito alla testa. L’ex allenatore ha definito grave e grottesca la situazione che ha portato alla perdita della contemporaneità delle gare e agli incidenti fuori dallo stadio: “Gli incidenti sono frutto della stupidità di alcune persone. I tifosi che decidono che la partita non si deve fare è un’altra follia secondo me.” Ventura ha sottolineato quanto questi episodi siano il segnale di una crisi più profonda nel sistema calcio italiano, tornando sul punto che urge una riforma radicale e una riflessione vera sulle dinamiche del tifo e della gestione degli eventi sportivi.
Ventura si è poi soffermato sul futuro della panchina del Napoli, con la società chiamata a scegliere un nuovo allenatore dopo l’uscita di scena di Antonio Conte. Mentre circolano i nomi di Maurizio Sarri—che avrebbe già detto no—e altri profili come Allegri, Italiano e Grosso, Ventura ha preferito concentrarsi sul tipo di progetto richiesto per il Napoli. Ha ribadito la necessità di fissare prima di tutto gli obiettivi: “Bisogna prima porre gli obiettivi. Gli obiettivi è continuare a essere competitivi anche nel post-Conte e non fare come è accaduto nel post-Spalletti.” Secondo lui, servono idee chiare e una filosofia in linea con la società partenopea, evitando investimenti eccessivi senza una reale programmazione. Ventura propone la figura di un allenatore in grado di garantire competitività ma soprattutto continuità, per porre le basi di un progetto a lungo termine e non ritrovarsi ogni due anni punto e a capo.
Per Ventura, dopo l’era Spalletti e ora Conte, è fondamentale che il Napoli punti su un progetto lungimirante e solido. Pur senza voler scegliere nomi specifici, Ventura apprezza profili come Italiano o Grosso. “Grosso mi sembra un allenatore che ha dimostrato in questi ultimi due anni, stravincendo la Serie B, con delle idee, è stata l’unica squadra che ha messo in grande difficoltà al Como, è una squadra che è andata a giocare sia in campo che fuori con grande personalità, quindi vuol dire che c’è del lavoro alle spalle,” ha spiegato. La rosa del Napoli, secondo Ventura, ha qualità e infrastrutture per ripartire subito se la società saprà programmare, puntando sulla costanza e riducendo il ricorso a interventi drastici o cambiamenti annuali. L’obiettivo non può essere solo quello di vincere immediatamente, ma di costruire su basi solide una squadra davvero competitiva negli anni a venire.
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