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Dino Zoff e Massimo De Luca analizzano la crisi della Nazionale italiana a Radio Kiss Kiss Napoli, tra riflessioni sul passato, necessità di riforme e il futuro del calcio azzurro.
L’ex campione del mondo Franco Selvaggi è stato ospite a “Il Calcio della Sera” su Radio Kiss Kiss Napoli. Nel corso dell’intervista, Selvaggi ha espresso la sua amarezza per la mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali per la terza volta consecutiva. Ha raccontato anche la delusione vissuta dai suoi nipoti, sottolineando quanto il calcio e la Nazionale siano un momento di aggregazione per tutti gli italiani.
Franco Selvaggi ha iniziato l’intervista parlando della grande delusione che ha colpito lui e la sua famiglia per l’ennesima esclusione dell’Italia dai Mondiali. “Ho anche sei nipoti che speravano immensamente di partecipare a un mondiale però purtroppo due di colore si sono messi a piangere e li ho dovuti consolare”, ha raccontato. Selvaggi ha ricordato come il Mondiale sia un appuntamento generazionale importante, capace di unire il Paese e di creare ricordi indelebili. Ha citato il Mondiale del 1970 in Messico, quando l’Italia arrivò in finale contro il Brasile di Pelé, sottolineando come anche allora ci furono contestazioni, ma la situazione attuale provoca rabbia e amarezza. Secondo Selvaggi, essere eliminati tre volte da squadre non eccezionali è motivo di grande frustrazione e richiede una riflessione profonda su tutto il movimento calcistico italiano.
Durante la trasmissione, Selvaggi ha affrontato il tema delle responsabilità dei vertici federali. Ha ricordato come, dopo l’eliminazione contro la Svezia, l’allora presidente Tavecchio si dimise, mentre Gravina non ha fatto lo stesso. “Quando si sbaglia si paga, chi sta lì al potere deve prendersi la responsabilità di dire ‘abbiamo fallito e ce ne andiamo a casa'”, ha dichiarato. Selvaggi ha sottolineato che in altri Paesi, come Francia e Inghilterra, dopo risultati deludenti sono state attuate riforme e cambiamenti ai vertici, mentre in Italia si continua a commettere gli stessi errori. Ha ribadito l’importanza di assumersi le proprie responsabilità e di avviare un vero processo di rinnovamento, anche per rispetto verso i tifosi e le nuove generazioni che non hanno mai visto l’Italia ai Mondiali.
Franco Selvaggi ha avanzato alcune proposte concrete per rilanciare il calcio italiano. Secondo lui, i vertici dovrebbero essere composti da persone esperte di calcio, che abbiano vissuto il campo e conoscano le dinamiche del gioco. Ha ricordato l’esperienza di Roberto Baggio, che aveva presentato un programma dettagliato per il settore tecnico, poi però accantonato. Selvaggi ha suggerito la creazione di una “riunione di saggi” composta da ex allenatori, ex giocatori e qualche esperto esterno, per elaborare un programma serio e condiviso. Ha anche evidenziato il problema della scarsa valorizzazione dei giovani italiani nei club di Serie A, spesso mandati in prestito in categorie inferiori senza possibilità di emergere. Infine, ha sottolineato che il cambiamento deve partire dall’alto, con un nuovo presidente e un nuovo consiglio federale, per dare una svolta reale al movimento. “L’importante è che fanno qualcosa, perché l’impressione è che dopo la delusione della Svezia con l’avvento di Gravina si è fatto ben poco, si sono soltanto spartiti gli sponsor e cercato di fare più soldi possibili, ma non pensare al bene del calcio”, ha concluso Selvaggi.
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