Francesco Casini, sindaco protagonista della realizzazione del Viola Park, è stato ospite di Radio Kiss Kiss Napoli durante la trasmissione Radio Goal. Nel corso dell’intervista con Valter De Maggio, Casini ha raccontato le difficoltà burocratiche affrontate per la costruzione del centro sportivo della Fiorentina e ha offerto spunti utili anche per il futuro centro sportivo del Napoli. L’esperienza del Viola Park diventa così un esempio per comprendere tempi e modalità di realizzazione di grandi opere sportive in Italia.
Durante la diretta, Francesco Casini ha spiegato come la burocrazia italiana sia spesso complicata, soprattutto quando manca il coraggio di prendere decisioni rapide e determinazione nell’affrontare le scelte. Nel caso del Viola Park, il percorso burocratico è stato particolarmente impegnativo: “Ci abbiamo messo undici mesi per una trasformazione da un terreno che era di fatto un’area agricola, rurale, a edificabile, alle finalità sportive.” Casini ha sottolineato che la variante urbanistica è stata perfezionata in undici mesi, nonostante la pandemia di Covid-19 abbia rallentato i procedimenti. Questo passaggio è stato fondamentale per permettere l’avvio dei lavori. Il sindaco ha evidenziato come la burocrazia possa essere lunga, ma anche che con determinazione e collaborazione tra le parti si possono ottenere risultati concreti in tempi ragionevoli.
Oltre agli ostacoli burocratici, Casini ha illustrato i tempi effettivi di costruzione del Viola Park. Dopo aver ottenuto i permessi necessari, i lavori sono stati affidati a una ditta privata. “La Fiorentina ha acquistato il terreno nell’ottobre 2019 e ha inaugurato nell’ottobre del 2023 il Viola Park, concluso, finito, con tutta la tradizione. E operativo, bellissimo.” In sostanza, sono stati necessari due anni per la parte burocratica e due anni per la realizzazione dei lavori. Casini ha precisato che i tempi di costruzione possono variare a seconda della ditta incaricata, ma due anni sono generalmente sufficienti per completare un’opera di questa portata. L’esperienza del Viola Park dimostra che, una volta superati gli ostacoli amministrativi, la realizzazione pratica può procedere in modo relativamente rapido.
Nel corso della trasmissione, è stato fatto un confronto tra la situazione del Viola Park e quella del futuro centro sportivo del Napoli. Casini ha spiegato che, nel caso del Napoli, l’area individuata ha già la destinazione d’uso sportiva dal 1990, il che potrebbe ridurre notevolmente i tempi burocratici: “Se il cambio di destinazione non è da fare, intanto gli undici mesi sono assolutamente addirittura evitabili, per cui si passa subito alla fase attuativa.” Questo significa che il Napoli potrebbe impiegare solo i due anni necessari per i lavori, senza dover affrontare lunghe procedure amministrative. Casini ha anche sottolineato la differenza tra opere private, come il Viola Park, e opere pubbliche, come la ristrutturazione dello stadio Artemio Franchi, che richiedono tempi molto più lunghi. L’esperienza del Viola Park rappresenta quindi un modello positivo per la realizzazione di infrastrutture sportive in Italia, grazie anche al rapporto di collaborazione instaurato tra amministrazione e società sportiva.
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