Ferrari, Vasseur su Hamilton: “Posso capire la sua reazione, ma dobbiamo solo calmarci e concentrarci sulle prossime due gare”

Lewis Hamilton sta affrontando una stagione complicata con Ferrari, senza podi e lontano dalle aspettative. Dopo la delusione a Las Vegas Fred Vasseur invita alla calma, sottolineando la necessità di concentrarsi sulle ultime gare per chiudere l’anno con un risultato positivo.

La stagione di Lewis Hamilton con Ferrari non sta andando come ci si aspettava. Il sette volte campione del mondo, che aveva deciso di unirsi alla scuderia italiana con l’ambizione di riportarla ai vertici della Formula 1, si trova a dover fare i conti con un’annata deludente. La promessa di un ritorno alla gloria si è scontrata con la dura realtà di un anno senza podi, un fatto impensabile per una leggenda come Hamilton.

Le difficoltà del britannico sono amplificate dal confronto con il suo compagno di squadra, Charles Leclerc, che ha conquistato sette piazzamenti sul podio e ha accumulato un vantaggio di 74 punti su Hamilton. Una distanza che non può essere tollerata da un campione del calibro di Lewis. Dopo un altro weekend deludente a Las Vegas, Hamilton è apparso particolarmente frustrato, arrivando a dichiarare: “Non vedo l’ora che finisca. Sto aspettando solo la fine della stagione, non la prossima gara.”

Le sue parole, come spesso accade, hanno suscitato un ampio dibattito riguardo al suo futuro in Formula 1. Se l’inizio di questa avventura con Ferrari era stato carico di speranze, ora tutto sembra più incerto. Molti speculano sul fatto che il prossimo anno potrebbe essere l’ultimo per Hamilton nel Circus. Tuttavia, Fred Vasseur, Team Principal della Ferrari, ha cercato di rassicurare i tifosi e calmare gli animi riguardo alla situazione del pilota britannico.

“Posso capire la reazione di Lewis subito dopo la gara”, ha detto Vasseur in un’intervista. “Ma dobbiamo solo calmarci, parlarne e concentrarci sulle prossime due gare. In queste due gare saremo di nuovo lì, a lottare. Dobbiamo anche tenere presente che Lewis è stato competitivo nelle prime sessioni di prove, come la FP1 e FP2, e che il ritmo era buono. Bisogna ricostruire il weekend così, e partire dalla P20 non è certo il modo migliore per ottenere un buon risultato.”

Vasseur ha anche sottolineato l’aspetto umano della situazione. “Non si può colpevolizzare i piloti in queste circostanze. È abbastanza normale, come esseri umani, che a volte, subito dopo una sessione o durante le comunicazioni via radio, possano sembrare un po’ emozionati o contrariati. Ma quello che conta davvero non è ciò che dicono in sala stampa o in televisione, ma ciò che fanno il lunedì mattina con il team”, ha aggiunto.

Per Hamilton, ora le ultime due gare, in Qatar e Abu Dhabi, rappresentano l’ultima occasione per chiudere la stagione con una nota positiva. L’unica vittoria di quest’anno, quella nella gara Sprint di Cina, sembra ormai un lontano miraggio, in un’annata segnata dalla delusione. A 40 anni, il suo ritiro non sembra più così lontano, e vedere uno dei più grandi piloti della storia del motorsport concludere la sua carriera in questo modo sarebbe davvero un peccato.

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