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Completata la bonifica della maxi-discarica tra Arzano e Secondigliano. Ora l’attenzione si sposta sui controlli ambientali e sul monitoraggio nel tempo di suolo, acqua e aria.
La Campania è prima in Italia per reati ambientali. È quanto emerge dal nuovo rapporto “Ecomafia 2026” di Legambiente, che fotografa la dimensione dell’illegalità ambientale nel Paese e restituisce un quadro particolarmente significativo per la regione.
Secondo i dati contenuti nel report, in Campania sono stati registrati 5.636 reati ambientali, pari al 15,8% del totale nazionale. Una media di oltre 15 illeciti penali al giorno, che conferma la forte incidenza del fenomeno sul territorio regionale.
A preoccupare è soprattutto il dato relativo a Napoli, che guida la classifica provinciale con 2.512 reati ambientali. Rispetto al 2024 si registra inoltre un aumento dell’8,6%.
Un dato che rende particolarmente rilevante il quadro della provincia napoletana, dove si concentra una parte consistente dei reati ambientali registrati in Campania. Il fenomeno riguarda diverse forme di illegalità legate alla tutela dell’ambiente e rappresenta una delle principali criticità evidenziate dal rapporto.
Alle spalle di Napoli si trova Salerno, con 1.472 illeciti penali. Anche in questo caso il dato registra una crescita rispetto all’anno precedente: l’incremento indicato dal rapporto è dell’11,4%.
La fotografia complessiva restituisce quindi una situazione particolarmente delicata per la Campania, con due province che fanno registrare numeri elevati e un aumento degli illeciti rispetto al 2024.
Il dato regionale assume ancora maggiore rilievo se confrontato con il quadro nazionale. Con 5.636 reati ambientali, la Campania rappresenta il 15,8% degli illeciti penali ambientali registrati in Italia secondo il rapporto Ecomafia 2026.
La media supera i 15 reati al giorno, un numero che evidenzia la dimensione del fenomeno e la necessità di mantenere alta l’attenzione sul controllo del territorio e sulla tutela dell’ambiente.
Il rapporto di Legambiente torna così a porre l’attenzione sull’impatto dell’illegalità ambientale in Campania, con Napoli e Salerno tra i territori maggiormente interessati dai dati riportati nell’edizione 2026 di Ecomafia.
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