Dumfries si racconta: “Orgoglioso di me, due finali di Champions in tre anni con l’Inter”

Denzel Dumfries riflette sulle due finali di Champions League con l'Inter, il suo piazzamento al Pallone d'Oro sopra Erling Haaland e le prospettive future a 30 anni.

Denzel Dumfries, esterno dell’Inter e pilastro della Nazionale olandese, si è raccontato in una lunga intervista concessa al quotidiano De Volkskrant. Il giocatore ha parlato della sua crescita professionale, della mentalità che lo guida ogni giorno e del ruolo che intende avere in una squadra come l’Olanda, sempre alla ricerca di equilibrio tra disciplina e aggressività.

Orgoglio e consapevolezza: “Due finali di Champions in tre anni, sono fiero di me”

Dumfries ha tracciato un bilancio della propria carriera, esprimendo grande soddisfazione per il percorso intrapreso.

“Quando ci rifletto, come mi è accaduto di recente dopo la cerimonia del Pallone d’Oro, sono orgoglioso di me stesso. Poi penso: ‘Ben fatto, ottimo lavoro’. A volte ti dimentichi di guardare da dove sei venuto. Dove sono ora? Posso essere soddisfatto? Due finali di Champions League in tre anni con l’Inter, ecco cosa mi rende orgoglioso”.

Un riconoscimento meritato per uno dei protagonisti più continui e determinati della formazione nerazzurra, oggi allenata da Cristian Chivu.

La mentalità del guerriero

Dumfries ha raccontato la sua filosofia di vita e il rigore con cui affronta ogni sfida:

“La mia mentalità è così: non posso infortunarmi, non posso fare determinate cose. Devo andare avanti, sono severo su questo. Devi sempre applicare standard di disciplina e rigore su te stesso. Compirò 30 anni ad aprile, sono in una fase diversa della mia carriera, ma voglio comunque raggiungere determinati obiettivi”.

“Posso portare l’Olanda oltre il limite”

Uno dei passaggi più interessanti riguarda il contributo che Dumfries vuole dare alla Nazionale olandese.

“Posso prendere l’iniziativa, fornendo energia alla squadra, guidando la lotta — in un modo un po’ poco olandese. Altri Paesi hanno un vantaggio rispetto a noi. L’Argentina, per esempio, fa di tutto per vincere: non lascia nulla di intentato. Noi forse siamo un po’ troppo ordinati. Ma portare la partita oltre il limite, commettere quel fallo in più per fermare l’attacco… sì, all’Inter siamo maestri in questo (ride). Non esitiamo a superare di poco il limite. Dovremmo farlo di più anche qui”.

Un concetto che rivela tutta la sua voglia di rendere l’Olanda più “sporca” e concreta, senza rinunciare alla sua identità tecnica.

Pallone d’Oro e prospettive future

Infine, Dumfries ha commentato con emozione la recente esperienza al Pallone d’Oro:

“È stato speciale viverla, tra tutte quelle stelle di livello mondiale. È stato un onore essere tra i primi trenta al mondo. Wow, sono finito sopra Haaland, è stato il coronamento di una stagione con tante belle partite. Ma penso sempre a cosa posso migliorare. Più gol e assist sono quasi impossibili per un difensore, ma voglio crescere in altri aspetti del gioco. È questo che conta davvero”.

Dumfries, simbolo dell’Inter che non molla mai

Con queste parole, Dumfries conferma di incarnare perfettamente lo spirito dell’Inter: intensità, sacrificio e determinazione. E mentre i nerazzurri si preparano alla sfida di Champions League contro lo Slavia Praga, l’esterno olandese si candida ancora una volta a essere protagonista, in campo e fuori.

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